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Modena. Iscrizioni alle superiori, tanti ragazzi esclusi

Alcune scuole prese d’assalto, si passa solo col sorteggio. Il provveditore: «Il problema esiste»

MODENA. Dall'istituto Selmi al Sigonio, per poi passare al Venturi, fino ad approdare al liceo Muratori San Carlo.

Questo è solo un esempio dei tanti in cui si ritrovano ogni anno gli studenti che desiderano iscriversi alle scuole superiori di Modena.

Quest'esercito di giovani si trova di fronte ad un'importante decisione che influenzerà il percorso futuro. In tempi recenti la domanda ricade soprattutto su alcune scuole superiori, solo per fare qualche esempio: il Selmi e il Fermi. Quindi cosa ...

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MODENA. Dall'istituto Selmi al Sigonio, per poi passare al Venturi, fino ad approdare al liceo Muratori San Carlo.

Questo è solo un esempio dei tanti in cui si ritrovano ogni anno gli studenti che desiderano iscriversi alle scuole superiori di Modena.

Quest'esercito di giovani si trova di fronte ad un'importante decisione che influenzerà il percorso futuro. In tempi recenti la domanda ricade soprattutto su alcune scuole superiori, solo per fare qualche esempio: il Selmi e il Fermi. Quindi cosa succede? Molti studenti riescono ad accedere alla scuola desiderata, mentre tanti altri, risultando in esubero, non vengono accettati. Ecco che, già in partenza, i giovani si orientano su più istituti scolastici e davanti all'eventuale non ammissione hanno la possibilità di compiere una seconda scelta.

Cosa succede, però, se questa scelta diventa, addirittura, una quarta opzione? Di segnalazioni di casi simili ce ne sono molte, ma vogliamo raccontarvene una in particolare. «Ho iscritto mia figlia al Selmi, come prima scelta - ha fatto presente un genitore amareggiato - e al Sigonio come seconda scelta. L'esubero nelle domande nel primo istituto ha portato al sorteggio e mia figlia è stata esclusa. Non solo: non è stata nemmeno accettata al Sigonio e al Venturi per lo stesso motivo. L'abbiamo così iscritta al liceo Muratori San Carlo, ma non sappiamo se l'accetteranno. È questo un esempio di buona scuola? E ancora: lo studio non dovrebbe essere un diritto?». Lo abbiamo chiesto a Silvia Menabue, responsabile dell'ufficio scolastico provinciale. «Il problema delle scuole che hanno esuberi nella domanda d'accesso è reale», ha spiegato il provveditore scolastico. «Tutti gli anni, prima dell'apertura alle iscrizioni, viene reso pubblico il numero di studenti che possono essere accolti nelle diverse scuole. Dev'essere un numero sostenibile, legato sia agli spazi della struttura sia all'organico scolastico. Ciò avviene con estrema correttezza e trasparenza, anche l'eventuale riorientamento. Ogni caso viene preso in esame per indirizzare al meglio lo studente non ammesso. Il problema sorto quest'anno è che anche gli istituti individuati come seconda e terza scelta presentano molti iscritti». «È un tema sentito anche per noi dirigenti scolastici - ha concluso Magherita Zanasi, preside del Selmi - e proprio per questo abbiamo indetto una riunione con i genitori dei ragazzi non ammessi per cercare di orientarli nuovamente nel miglior modo possibile. Per quest'anno scolastico, siamo riusciti, inoltre, a ricavare un’aula in più che ospiterà un'ulteriore classe prima del Linguistico».