Minacce a Tizian: Femia condannato a 26 anni, 9 anni a Torello

E' arrivata la condanna contro la famiglia Femia, che gestiva il business illegale Con un altro imputato parlava di “sparare in bocca” al giornalista della Gazzetta Riconosciuta l'associazione mafiosa per Femia a la sua famiglia

BOLOGNA. Pene da due anni a 26 e 10 mesi, oltre a risarcimenti per milioni di euro alle parti civili. Vince su tutta la linea l'accusa nel processo black monkey, che vedeva alla sbarra 23 imputati accusati di far parte, a vario titolo, di un impero del gioco d'azzardo illegale.

Tizian e la condanna di Femia: "Sentenza storica per l'Emilia Romagna"

La pena più alta, espressa dal collegio presieduto dal giudice Michele Leoni, superiore anche ai 24 anni e sei mesi chiesti dalla procura, sono i 26 anni e 10 mesi a cui è stato condannato Nicola Femia, ritenuto il capo dell'organizzazione. Pene considerevoli anche per i suoi figli, rocco (15 anni, contro i 19 e sei mesi chiesti dall'accusa), e Guendalina (10 anni e tre mesi, la procura ne chiedeva 14), e per il genero Giannalberto Campagna (12 anni e due mesi, a fronte di una richiesta di 15 anni). Nove anni a testa, inoltre, per Rosario Romeo e Guido Torello, per cui l'accusa chiedeva, rispettivamente, 12 e 10 anni per concorso esterno in associazione mafiosa.

Anche la presidenza del consiglio e i Ministeri della giustizia e dell'interno si sono visti riconoscere un risarcimento: tutti e tre riceveranno 300.000 euro a testa da una parte degli imputati, mentre altri due gruppi di imputati dovranno risarcire, alla presidenza del consiglio e al ministero della giustizia, 75.000 e 50.000 euro (quindi, in realtà, 150.000 e 100.000).

L'Agenzia delle dogane e dei monopoli otterrà, invece, 500.000 Euro da una parte degli imputati, e 100.000 Da un altro gruppo di condannati, mentre il comune e la provincia di modena incasseranno 50.000 Euro a testa (il comune ne chiedeva 200.000, Mentre la provincia non aveva fatto richieste specifiche), e al comune ravennate di massa lombarda andranno 100.000 Euro, contro una richiesta di 150.000. Risarcimenti anche per il giornalista giovanni tizian, minacciato da femia e da un altro imputato, e per l'ordine dei giornalisti, che riceverà 50.000 Euro (la richiesta era di 200.000), Mentre libera, che ne aveva chiesti 300.000, Se ne è visti accordare 180.000.

 Quando iniziò era il più grande processo sull’associazione mafiosa, che l’Emilia Romagna ospitava. Ora, superato da “Aemilia”, il procedimento “Black Monkey”  è arrivato ad una prima sentenza ed è destinata a lasciare un segno nella storia delle infiltrazioni mafiose nella nostra regione e nella nostra provincia.

Sembra quindi aver  retto il castello accusatorio eretto dal pm della Dda di Bologna, Francesco Caleca, che alla conclusione della propria requisitoria, aveva chiesto la condanna di tutta l’organizzazione che guadagnava con il gioco illegale, di cui fanno parte, nell’ipotesi dell’accusa, anche personaggi legati alla ’ndrangheta.

Il totale di anni di condanna chiesto dal magistrato era di 221. La richiesta più alta - 24 anni e 6 mesi - è stata formulata per Nicola Femia, ritenuto il vertice del gruppo. A seguire ci sono i figli di Femia, Rocco Maria Nicola (19 anni e sei mesi) e Guendalina (14) e per il genero Giannalberto Campagna (15), accusati del reato associativo; di concorso esterno rispondono invece l’ex ispettore di polizia Rosario Romeo, per cui il Pm ha chiesto 12 anni e Guido Torello (10 anni), l’uomo della telefonata con Femia in cui parla di Giovanni Tizian.

La sfrontatezza con cui si dicevano “Spariamo in bocca a Tizian” ha squarciato il velo di silenzio sul business delle slot machine di cui il cronista de L’Espresso, e allora giornalista della Gazzetta di Modena, stava rendendo conto. E Tizian era presente in Aula, insieme a Regione, Comune di Modena, Ordine dei Giornalisti e Libera, per ascoltare ciò che decideranno i giudici e magari riprendersi un pezzo di libertà visto che dopo quella telefonata finì sotto scorta: la minaccia era più che credibile e così lo Stato fece scattare tutti i sistemi di protezione per tutelare un giornalista che negli anni ha dimostrato di essere tra i più preparati in Italia.

C’era grande curiosità per capire se i giudici avrebbero confermato o meno la sussistenza dell'associazione di tipo mafioso come sostenuto dalla Procura. Il Pm Caleca ha tratteggiato il sistema “Black Monkey”, parlando di centri di potere, rapporti con le associazioni ’ndranghetistiche, forza intimidatoria, rincorsa alla ricchezza e attenzione agli organi di stampa per come venivano descritti i componenti del gruppo. Gli otto imputati che avevano optato per il rito abbreviato sono stati tutti condannati anche in Cassazione, ma i giudici non avevano riconosciuto l’associazione mafiosa.

Alcuni numeri di Black Monkey: 12 le regioni sui cui si muoveva l’organizzazione di Femia; 1500 sono le schede madri di slot machine contraffatte e che permettevano di aggirare le comunicazioni ai Monopoli di Stato; 90 milioni di euro di beni sequestrati appartenenti all’associazione criminale. Il gruppo venne sgominato da un’operazione della Guardia di Finanza.