Modena: boom di arresti, ma solo 1 su 4 resta in cella

Il capo di gabinetto Panetta: «Il nostro impegno contro il crimine rischia di restare vanificato da troppo garantismo» 

Modena, boom di arresti ma uno su quattro torna subito libero

MODENA. Superlavoro e risultati da record per la Squadra Volante della polizia di stato a Modena nei primi due mesi dell’anno. Lo ha reso noto ieri mattina il capo di gabinetto Francesco Panetta sottolineando però un dato sempre più allarmante: a fronte di trentotto arresti in flagranza, solo dieci hanno avuto una convalida del magistrato con la misura cautelare del carcere. Troppi arrestati presi con le mani nel sacco, quindi, riescono a evitare la cella in attesa di un processo per direttissima che viene quasi sempre rinviato oppure in base a disposizioni di legge che, quando applicate, risultano in contrasto con lo sforzo di chi cerca di arginare il crimine di strada.


I dati della questura indicano che 373 pattuglie della Squadra volante con il reparto Prevenzione Crimine e le Unità Operative di Primo Intervento sono state impegnate sulle strade nel mese di gennaio, 382 in febbraio. Un numero ingente di agenti che ha portato in gennaio a 14 arresti in flagranza e in febbraio a 24 altri arresti per un totale del bimestre di 38 arresti. Di questi arrestati, 31 sono stranieri. Di questi solo 10 sono stati convalidati con la custodia cautelare in carcere. Quindi, solo quasi uno su quattro. E tre arrestati sono stati ristretti ai domiciliari. In gennaio sono state fatti anche 71 denunce, mentre in febbraio sono salite a 77. In totale: 148.
In base a questi dati che indicano più impegno e anche più risultati concreti il questore Paolo Fassari ha sottolineato che la maggior parte degli arresti sono scaturiti da segnalazioni e da interventi di cittadini. «Un chiaro sintomo positivo di un rinnovato impegno a riappropriarsi del territorio in un clima di fiducia tra cittadini e istituzioni».


Come ha però sottolineato il capo di gabinetto, il vicequestore Francesco Panetta, resta però irrisolto il problema maggiore: la possibilità di fermare subito ladri e spacciatori attraverso norme che non contrastino con l’operato delle forze dell’ordine. Come noto, questo è il maggior oggetto di protesta delle vittime dei furti, soprattutto in casa e nei negozi. «Il fatto che di 38 arresti in flagranza solo 10 arrestati restino in carcere indica che lo sforzo della polizia non è pari a un sistema nazionale troppo garantista che li scarcera. Il nostro lavoro rischia di essere continuamente vanificato», ha detto Panetta.
Quanto alla sicurezza, Panetta ha detto: «Sicurezza vuol dire partecipazione non solo degli enti ma anche dei cittadini, che si devono attrezzare con sistemi di allarme che possano scoraggiare i furti e collegarsi con le sale operative facendo intervenire al più presto le pattuglie».
Carlo Gregori