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Precari del terremoto, è iniziato il caos contratti 

Sono arrivati i rinnovi, ma con errori e prolungamenti di appena quattro mesi Petrillo (Cgil): «La solita burocrazia, ma Comuni e Regione siano più veloci» 

 Le prime mail con i rinnovi dei contratti per i lavori interinali del terremoto hanno iniziato ad arrivare nella tarda serata di mercoledì, dopo una giornata ad alta tensione e senza comunicazioni ufficiali, se non una sbrigativa comunicazione internet di Manpower che cercava di tranquillizzare tutti i 600 precari. Ma quella documentazione ha riservato non solo sospiri di sollievo (per molti è arrivato il rinnovo di missione fino al 31 dicembre) visto che a molti i contratti sono arrivati s ...

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 Le prime mail con i rinnovi dei contratti per i lavori interinali del terremoto hanno iniziato ad arrivare nella tarda serata di mercoledì, dopo una giornata ad alta tensione e senza comunicazioni ufficiali, se non una sbrigativa comunicazione internet di Manpower che cercava di tranquillizzare tutti i 600 precari. Ma quella documentazione ha riservato non solo sospiri di sollievo (per molti è arrivato il rinnovo di missione fino al 31 dicembre) visto che a molti i contratti sono arrivati sbagliati, con destinazioni di lavoro diverse rispetto a quelle finora ricoperte nei Comuni e nelle Unioni, o addirittura ridotti. È il caso, ad esempio, di coloro che finora ha lavorato nell’ambito dei Servizi sociali e a cui Manpower ha confermato il lavoro nella ricostruzione soltanto fino al 30 giugno, incassando critiche e anche una forte levata di scudi che ha portato diverse operatrici a non firmare l’accordo.


«Ancora una volta la burocrazia non ha anima - denuncia la Cgil - Formalmente nessun somministrato ha perciò lavorato in nero mercoledì, ma rimane grave che, a causa di mancate comunicazioni e ritardi tra i Comuni colpiti dal sisma e la Regione, non si sia potuto procedere regolarmente alla proroga, ingenerando anche la giusta protesta dei lavoratori. Il sindacato Nidil/Cgil è consapevole che i Comuni hanno subito tagli al personale in questi anni e forse anche questi disguidi ne sono anche la conseguenza, ma rimane inaccettabile che a pagarne il conto siano i lavoratori somministrati».
«Non si può - afferma Antonio Petrillo segretario Nidil/Cgil Modena - arrivare all’ultimo minuto per avere o non avere conferma sulla propria prosecuzione lavorativa, anche perché dietro ad ogni contratto c’è una persona e una famiglia, e visto che la ricostruzione è al centro dell’agenda di questa Regione, cosi come dichiarato sia dal Presidente, sia dall’assessore alle Attività Produttive».


Ma la precarietà dei rinnovi è ormai una triste realtà nella Bassa terremotata. «Infatti già in passato - prosegue Petrillo - avevamo avuto conferme di missioni per i lavoratori somministrati, effettuate all’ultimo minuto e addirittura oltre la scadenza, e più volte abbiamo chiesto alle istituzioni (Comuni e Regione) che ciò non si ripetesse. C’è stato sempre risposto che sarebbe stata l'ultima volta, purtroppo è ricapitato ancora. Ci auguriamo che, alle dichiarazioni della Regione ai lavoratori incontrati mercoledì (di cui la Gazzetta ha dato conto nell’edizione di ieri, ndr), in merito alla gestione futura sui tempi certi e senza rincorsa per le prossime missioni, facciano seguito fatti concreti. Nidil-Cgil chiederà un incontro urgente alla Regione per chiarire le incongruenze già riscontrate». (fd)