Modena, Troppi arrestati subito rilasciati: i penalisti criticano la Questura

La Questura ha spiegato che solo un arrestato su quattro resta in carcere come misura cautelare. Il capo di gabinetto ha espresso la preoccupazione che l’impegno degli agenti sia vanificato da un...

MODENA. La Questura ha spiegato che solo un arrestato su quattro resta in carcere come misura cautelare. Il capo di gabinetto ha espresso la preoccupazione che l’impegno degli agenti sia vanificato da un eccesso di garantismo verso gli arrestati in flagranza di reato. Ed ora è con «estrema preoccupazione» che la Camera Penale di Modena reagisce alla presa di posizione dela Questura.

Scrivono gli avvocati penalisti: «A prescindere dal merito delle singole vicende processuali, che la Camera Penale non intende commentare né in chiave sostanziale né in chiave procedimentale - non appare accettabile che illustri rappresentanti delle forze dell'ordine e, in particolare, della polizia di Stato parlino espressamente di “sistema nazionale troppo garantista” che scarcera ingiustamente chi viene tratto in arresto dagli agenti».

Gli avvocati penalisti osservano anche che «nell'ambito d'un sistema processuale improntato alla presunzione d'innocenza prevista dall'articolo 27 Costituzione, la regola, durante la celebrazione del processo penale, è la libertà e la custodia cautelare in carcere è (stretta) eccezione. Rammarica constatare che la mancata tutela delle vittime di gravi delitti quali quelli implicitamente menzionati dipenda spesso dalla lentezza propria della giustizia italiana, sovente incapace di processare e punire, in tempi ragionevoli, chi di consimili gravi delitti si sia effettivamente macchiato. Ma ciò non può e non deve autorizzare nessuno - men che meno rappresentanti delle forze dell'ordine - ad abdicare a quella cultura garantista da sempre cara all'avvocatura associata che, sola, si pone a protezione dell'innocente, tutelando lo stesso dall'errore giudiziario».


« E' giusto che lo Stato processi e punisca gli autori dei reati - spiegano gli avvocati - ma è doveroso che lo Stato ciò faccia rispettando regole di garanzia protese ad evitare che le porte della prigione s'aprano dinnanzi a chi non ha commesso reato alcuno. S'infoltiscano i ranghi propri del personale amministrativo di segreteria e di cancelleria, si assumano nuovi magistrati e si riveda, in senso critico, la posizione dei cosiddetti “magistrati fuori ruolo”; ma non si tocchino le garanzie a causa d'un (preteso) eccesso proprio delle stesse: le garanzie sono ciò che fa d'un Paese uno Stato di diritto».