E domani depone mezza Finale 

Convocati l’ex sindaco Ferioli, il leghista Boetti, Poletti e vari dipendenti comunali

L’inchiesta “Aemilia” ha già avuto una prima vittima: il Comune di Finale, fermo al palo della ricostruzione anche due anni dopo l’arresto di Giulio Gerrini. Ma l’inchiesta dei carabinieri, pur non facendo altri imputati, ha di fatto annientato l’intera classe dirigente del centrosinistra, che dopo aver retto alla prima spallata della Dda ed essere passata indenne alla commissione d’accesso che non ha rilevato infiltrazioni mafiose in Comune, ma comunque un gran caos amministrativo, è crollata dopo l’inchiesta della Procura di Modena. Ma sono ancora tanti i lati oscuri sul modus operandi del Comune, che domani si cercherà di dissipare davanti ai giudici di Reggio. In rapida successione, infatti, saranno ascoltati l’ex sindaco Fernando Ferioli e parte della sua squadra. A loro sarà chiesto conto dei rapporti con la famiglia Bianchini anche alla luce di quel “qui nessuno si mette di traverso” pronunciato sarcasticamente dall’ex assessore Angelo d’Aiello durante una conversazione con l’imprenditore di San Felice e Gerrini e dell’autorizzazione a pagare un lavoro della Bianchini, con ordinanza del sindaco, nonostante i lavori non fossero ancora terminati. Una vicenda che chiamerà in causa anche l’attuale presidente del Consiglio comunale, Maurizio Boetti e l’altro grande accusatore dell’amministrazione Ferioli, Maurizio Poletti, che a suon di esposti hanno costruito diverse pagine dell’inchiesta “Aemilia”. Ci sarà inoltre spazio per Monica Mantovani, segretaria comunale reggente all’epoca delle indagini, una delle funzionarie - stando agli atti - che si oppose ad una discussa cessione di un credito a Bianchini e i cui rapporti con Gerrini erano molto tesi e logori. (fd)