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Intervento al cuore di un giovane pitbull grazie a un modenese 

Il veterinario Stefano Nicoli coadiuvato da un equipe: «Lavoro spesso all’estero ma le radici sono sempre qui»

Il veterinario modenese Stefano Nicoli opera in Italia, Spagna e Inghilterra e nei giorni scorsi ha salvato la vita a un cane compiendo con alcuni colleghi un intervento unico in Europa. Il paziente Filippo, un giovane pitbull, ora corre felice nella casa dei suoi proprietari in Toscana.
Filippo, infatti, è stato il primo animale malato di cuore in Europa a essere curato grazie a una complessa operazione eseguita da una decina di persone presso l’Istituto Veterinario di Novara.
Dottor Nicoli, ...

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Il veterinario modenese Stefano Nicoli opera in Italia, Spagna e Inghilterra e nei giorni scorsi ha salvato la vita a un cane compiendo con alcuni colleghi un intervento unico in Europa. Il paziente Filippo, un giovane pitbull, ora corre felice nella casa dei suoi proprietari in Toscana.
Filippo, infatti, è stato il primo animale malato di cuore in Europa a essere curato grazie a una complessa operazione eseguita da una decina di persone presso l’Istituto Veterinario di Novara.
Dottor Nicoli, cosa aveva il cane?
«L’animale - spiega Nicoli, ancora residente sotto la Ghirlandina - ha subito un intervento di cardiochirurgia perché era affetto da una malformazione congenita. Aveva una rara patologia che impediva l’ossigenazione del sangue e il nutrimento degli organi. Avrebbe avuto una vita probabilmente breve mentre ora Filippo avrà una esistenza assolutamente normale».

Per questo l’animale è stato sottoposto a due interventi consecutivi?
«Esattamente. E per farlo sono intervenuto insieme a un team con vari colleghi, tra cui Oriol Domenech, Marco Pesaresi, Edoardo Auriemma e Vincenzo Rondelli».
Lei è un luminare nel suo campo. Come si è formato e dove lavora?
«Dopo la laurea a Bologna mi sono formato in vari luoghi, tra cui New York e in Spagna. E oggi opero, come libero professionista, a Novara, Roma, Valencia e Inghilterra, ma per una decina d’anni ho lavorato alla clinica San Geminiano di Vaciglio».
La stessa malattia di Filippo colpisce anche gli esseri umani?
«Quella che abbiamo eseguito è stata la prima in Europa su cani ed è durata quattro ore, mentre sugli umani ormai è all’ordine del giorno».
Quanto è costata?
«Era la prima e sono servite diverse migliaia di euro perché l’operazione vera e propria è stata preceduta da un altro intervento pochi giorni prima. Quando andrà a regime costerà qualcosa di meno, ma certo siamo sempre in fascia alta anche perché a differenza di quanto avviene in Inghilterra, qui in Italia non c’è una assicurazione che copra in parte le spese di questo genere sostenute dai proprietari di un animale domestico».
Qualcuno che non ama particolarmente gli animali potrebbe anche chiedervi il motivo di tante risorse verso un amico a quattro zampe?
«Certo per questi esborsi, in Italia soprattutto, occorre amare gli amici animali che del resto spesso sono veri e propri componenti della famiglia. Esiste addirittura un veterinario giapponese che esegue interventi molto complessi che arrivano a costare 30-40mila euro. E c’è la coda, grazie a persone di paesi dove esiste una maggior cultura relativa e queste vicende».
Quindi non teme qualche polemica?
«No, vale la coscienza personale. Se i proprietari sono disposti a salvare la vita dell’animale noi ci prodighiamo con il nostro paziente. Nel caso di Filippo abbiamo fatto così che, dopo l’operazione, è stato in terapia intensiva. E oggi si è ripreso benissimo».