Pavullo, botte alla moglie per giocare alle slot

 «Dammi quei soldi o ti ammazzo»: i carabinieri lo arrestano mentre li sta spendendo alle macchinette

PAVULLO. Botte e minacce alla moglie per rapinarla dei soldi che non gli voleva dare sapendo che li avrebbe sperperati nel gioco. È l’episodio choc che ha visto protagonista giovedì sera a Pavullo il 49enne marocchino E.M. (nome) O.R. (cognome) residente da tempo in paese e impiegato come operaio in una nota ditta del posto. Tutto è cominciato intorno alle 18.30 a casa. Sua moglie 41enne S.S., anche lei marocchina, aveva da poco riscosso mille euro che teneva pronti per le spese domestiche. Ma ben nascosti al coniuge, sapendo che lui tendeva a sperperare i soldi, anche a causa del vizio del gioco. Improvvisamente si è fatto avanti dicendo che quei soldi li voleva subito, facendosi sempre più insistente.

Lei gli ha detto e ridetto che non poteva darglieli, perché ne aveva bisogno la famiglia (il figlio 17enne fortunatamente non era in casa in quel momento). Al che l’uomo ha perso completamente il controllo, ha urlato di dargli i soldi ed è passato alla violenza. Non solo a quella verbale, dicendole “o mi dai i soldi o ti ammazzo”. Ma anche a quella fisica, percuotendola e afferrandola anche per il collo come per strozzarla. Non voleva però ucciderla, solo spaventarla. E c’è riuscito benissimo, perché a un certo punto lei ha tentato anche di scappare, ma è stata riafferrata e riportata in casa, presa sempre per il collo. Di fronte a una tale furia, la 41enne si è arresa e gli ha mostrato i soldi. Lui ovviamente li ha presi tutti ed è andato via. E lei ha subito chiamato i carabinieri. Sul posto sono arrivati gli uomini della stazione di Pavullo, a cui ha raccontato tutto. Viste le lesioni e lo choc, l’hanno portata all’ospedale, dove è stata poi dimessa con dieci giorni di prognosi. Ma al contempo hanno iniziato la caccia all’uomo passando di locale in locale a Pavullo, sospettando che avesse preso i soldi proprio per andare a giocare.

Ed infatti era così: l’hanno trovato in una sala giochi bello intento a divertirsi. Dei mille euro presi alla moglie, gliene erano rimasti in tasca circa 300, non si sa però se i 700 mancanti li avesse già tutti persi o se parte della somma fosse servita a pagare un debito. Comunque sia, sono scattate le manette per rapina, reato abbastanza insolito da contestare in ambito familiare, ma giustificato dalla violenza messa in atto verso la moglie finalizzata a privarla di un bene (il denaro) nella sua disponibilità. La Procura però gli contesterà anche i maltrattamenti in famiglia, perché si tratta di recidiva: il 49enne infatti era già stato protagonista di episodi di lesioni nel 2010 e 2014, ai danni oltre che della moglie della figlia allora minorenne (a 22 anni oggi ha lasciato casa da tempo). Gli va ascritto peraltro anche un altro fatto violento: nel settembre 2015 venne arrestato insieme a un connazionale (allora 29enne) per tentata estorsione in concorso. I due si erano presentati a notte fonda da un 69enne di Montecreto esigendo da lui 600 euro a suon di calci e pugni dopo avergli sfondato la porta di casa.