Carpi: Luca Masini, lo psicologo che cura con la “montagnaterapia”

L’esperto carpigiano organizza gruppi di trekking, ciaspolate e arrampicate  «Funziona bene per chi soffre di patologie mentali o lotta contro le dipendenze» 

Luca Masini, ovvero... il “montagnaterapeuta”. Luca è uno psicologo carpigiano che fa il libero professionista presso l’ambulatorio Nubra Medica e il cfp Nazareno. Masini è un montagnaterapeuta, ovvero, un professionista che riesce a trasformare i benefici della montagna in una medicina per chi partecipa alle sue iniziative.
«Mi sono avvicinato alla montagnaterapia quasi per caso - racconta Masini - rendendomi conto di quali benefici l’ambiente montano aveva su di me dal punto di vista psico-fisico; insieme a Massimo Ruffini, guida alpina ed amico, mi sono chiesto se fosse possibile sfruttare le potenzialità di questo ambiente anche per chi soffre. Ritengo che la montagna possa offrire una valida alternativa al mondo moderno caotico e frenetico e si ponga come rifugio. La giornata o le giornate prevedono attività strutturate di gruppo unite a quelle esperienziali di trekking, ciaspolata, arrampicata, torrentismo, e così via: la montagna da sempre mette a nudo le emozioni, leggendole, imparando a riconoscerle, a dargli un nome ed infine decodificandole. In montagna attraverso il cammino ci si focalizza sui propri stati d’animo, sulle mutazioni e sui cambiamenti che avvengono dentro se stessi. Non solo ma la montagna con le sue difficoltà ti porta a contatto con emozioni negative che sempre più spesso l’individuo nega a se stesso e che fatica a riconoscere. In questo laboratorio naturale le forti emozioni, i legami che si creano e le interazioni che la montagna fa emergere permettono all’individuo di sperimentarsi».


Il ruolo del professionista che insieme alla guida alpina accompagna il gruppo è prima di tutto di aiutare i processi comunicativi e di relazione tra i componenti così come fornire momenti di scambio in cui si possano cogliere e leggere tutte le sfumature che una esperienza del genere offre.
«La montagnaterapia si rivolge in particolare a coloro che soffrono di disturbi psicologici e patologie mentali e spesso questo tipo di attività è rivolta anche a persone che sviluppano dipendenze - prosegue Masini - Non ultimo, alcuni progetti sono stati rivolti ad individui con patologie cardiache. Ho svolto due uscite di montagnaterapia con utenti psichiatrici coinvolgendo la Cooperativa Ovile di Reggio Emilia e la Cooperativa Aliante di Modena».
Durante la montagnaterapia succede spesso che i partecipanti si lascino andare a momenti di gioia, vedendo come riescono ad affrontare e superare i propri limiti.


«Nel primo caso siamo stati al rifugio Monte Orsaro, nel secondo al Lago Calamone, alle pendici del monte Ventasso nel nostro Appennino Tosco-Emiliano. Sono state esperienze che hanno permesso ai partecipanti di mettersi in gioco, superarsi e vivere le proprie emozioni. Personalmente sono stato orgoglioso di aver visto negli occhi di alcuni di loro la gioia nel momento in cui veniva superata una paura ed un proprio limite come ad esempio affrontare la discesa lungo il sentiero che ci ha riportati al rifugio. Il pranzo è stato un momento conviviale e opportunità per entrare in relazione e conoscere le storie di vita di ciascuno. La seconda uscita ha raccontato come il semplice fatto di rivedersi, di abbracciarsi, di riprovarci, sia stata di stimolo perché tutto il gruppo si sentisse parte di qualcosa di speciale e dunque pronto ad intraprendere un nuovo cammino».