Modena, ecco “Come nelle fiabe” il primo successo di Vasco Rossi

Dagli archivi della Società del Sandrone riemerge lo spartito della canzone con cui vinse il concorso “L’Usignolo d’oro”

MODENA. «Come nelle favole» è il singolo di Vasco Rossi attualmente in vetta alle classifiche di vendita e di ascolto su tutte le piattaforme. Un ballata godibilissima, orecchiabile, che inizi da subito a canticchiare. Un singolo dal titolo quasi identico a un altro brano che Vasco Rossi, anzi all’epoca per tutti era Rossi Vasco, anni 12 di Zocca, cantò nella serata finale del concorso canoro “L’Usignolo d’oro” indetto dalla “Società del Sandrone” vincendo con la canzone inedita di Marengo-Bononcini. Era il 1965, la canzone si intitolava “Come nelle fiabe”... Quindi da “Come nelle fiabe” a “Come nelle favole”, che Vasco canterà per la prima volta dal vivo a Modena Park. Tutto torna e riporta a Modena.

«E questo ci fa ancor più piacere - commenta Gian Carlo Iattici, presidente della Società del Sandrone - Parafrasando Pippo Baudo potremmo dire che “Vasco Rossi l’abbiamo creato noi...”. Scherzi a parte, è per noi motivo di orgoglio, poter vantare di aver tenuto a battesimo quel bambino che per la prima volta calcò il palcoscenico di un teatro, era il teatro Comunale, per vincere il nostro concorso canoro. Vasco all’epoca era allievo del maestro Bononcini. A Modena Bononcini era un istituzione, tutti i bambini che avevano doti canore finivano alla sua scuola, per vedere se c’erano effettivamente i numeri per emergere. E Vasco evidentemente i numeri ce li aveva se si aggiudicò il concorso».

Vasco, già a 12 anni era una star


Alla finale Vaco Rossi arrivò dopo essere stato selezionate alle prefinali che si svolsero a Castelvetro. «All’epoca il nostro concorso era nato per coinvolgere tutto il territorio modenese nelle iniziative della Società del Sandrone, nata per valorizzare le nostre tradizioni locali. I bambini della montagna vennero ascoltati nella serata di Castelvetro. Vasco vinse e arrivò a Modena. Dove si aggiudicò la finale».


Iattici quando ha sentito il nuovo singolo di Vasco ha avuto l’illuminazione. «Ricordavo bene che nella sua canzone da vincitore dell’Usignolo d’oro, si parlava di favole e allora sono andato nei nostri archivi dove ho trovato alcune chicche». E le chicche in questione sono di tutto rispetto. Gelosamente custoditi ci sono lo spartito originale che venne suonato per accompagnare Vasco: “Come nelle fiabe” testo di Marengo, musica di Bononcini da suonare con andamento della musica “slow-duine”. Negli archivi ci sono anche le foto e alcune strofe della canzone. Strofe che dicevano: «Come nelle fiabe che tu mi racconti, un mondo di bambini che sorridono. Come nelle fiabe, che tu mi racconti; un mondo di grandi che non piangono mai. Come nelle fiabe io guardo le stelle, perché c’è qualcuno che mi ascolta lassù!»

Ma ancor più interessanti sono le cronache della serata emersa dalla stampa locale. Il primo pubblico di Vasco, al teatro Comunale, con incasso rigorosamente devoluto in beneficienza a “Patronato”, istituti “San Filippo” e “Charitas”, non era la folla sconfinata da decine di migliaia di spettatori che lo avrebbe accompagnato cinquant’anni più tardi, ma soprattutto mamme, papà e parenti in trepidante attesa dell’esibizione dei propri bambini. E Vasco sicuro di sè salì sul palco e sbaragliò tutti. «Nessuno gli ha insegnato a cantare - lo descriveva il giornalista Gian Carlo Silingardi - ha imparato solo ascoltando i dischi di Elvis Presley. Si aggirava dietro le quinte coi suoi calzoni troppo lunghi, la giacca troppo larga, la fascia azzurra, la medaglia d’oro del Prefetto e tre paperi di stoffa...». Insieme a una bicicletta erano i premi che si era aggiudicato e con cui tornò felice a Zocca. Le sue dichiarazioni? Un laconico «Mi sembra di sognare».
Ma quel ragazzino di sogni ne avrebbe poi realizzati tanti. «Aveva una marcia in più - raccontava di lui Marengo, scomparso alcuni anni fa, autore della canzone - Quando si trattò di scegliere il ragazzo giusto per la nostra canzone mi piacque subito: un po’ impacciato, un po’ timido ma con una marcia in più che si faceva ascoltare più degli altri».
Di quella esperienza Vasco ricorda anche i giudizi che non gli sono piaciuti. «Mi ricordo che la prima volta che cantai in pubblico a Modena - ha raccontato - avevo 12 anni e vinsi “L' Usignolo d'oro” ma il giornalista di un quotidiano locale mi descrisse così: “Ha vinto un bambino autodidatta di Zocca, che ha sicuramente imparato a cantare portando le pecore al pascolo...”. E questo non me lo sono dimenticato, anche perché questo è stato il clima che mi ha accompagnato e circondato per parecchio tempo... Però, mi ha anche insegnato a combattere: essere di Zocca a quel punto era diventato un orgoglio per me. Infatti ho voluto mantenere la residenza qui, nel mio paese. Non ho mai pensato a Montecarlo».