Se il sessismo è discriminazione la battaglia è anche sul linguaggio

«Nel linguaggio la forma definisce il contenuto e quindi, se parliamo delle attività e delle presenze delle donne nella società, usare un linguaggio inadatto cancella le differenze e serve solo a...

«Nel linguaggio la forma definisce il contenuto e quindi, se parliamo delle attività e delle presenze delle donne nella società, usare un linguaggio inadatto cancella le differenze e serve solo a perpetuare gli stereotipi tra uomini e donne».
Potrebbe essere questo, in estrema sintesi, il filo conduttore dell’incontro che si è tenuto ieri in ateneo tra le studiose e gli studiosi sul “Sessismo nella lingua italiana”. Un approccio di taglio universitario, quello del seminario, per mettere sotto la lente d’ingrandimento comportamenti, ma soprattutto parole, che finiscono per definire l’appartenenza a un sesso come fonte di minori capacità. Che siano le donne a sollevarlo non meraviglia: è un filone di polemica culturale nato nei campus statunitensi negli anni ’60 e che a ondate successive si ripete con regolarità per richiamare tutti a una maggiore attenzione su questi temi.
Il convegno è dedicato idealmente ad Anna Sabatini, una studiosa del linguaggio al femminile, che ricordava come i problemi potessero essere riconosciuti se descritti con precisione, a cominciare dal linguaggio. «Sino ad oggi alcune leggi, a cominciare da quella regionale dell’Emilia Romagna, sono intervenute in materia - spiega Vittorina Maestroni, presidente del Centro Documentazione Donna che ha organizzato il convegno - hanno provato a inquadrare le diversità di genere e a consigliare un diverso approccio, anche linguistico, nella definizione delle cariche al femminile. Se invece si passa dalla raccomandazione del termine assessora agli incarichi per nomina diretta, vincolanti per legge, lo spazio è molto esiguo. Un cambio di vocale non basta per far capire che c’è una rappresentazione diversa nel lavoro e nella società».
Tra i vari aspetti linguistici esaminati nel convegno il sessismo è stato analizzato partendo dai dizionari (con Stefano Cavagnoli e Francesca Dragotto, Eva Nossem), nei quotidiani (Federica Formato), nel linguaggio giuridico (Gemma Pacella) sino ad arrivare alle citazioni del caso svedese con Giuliana Giuliani.
Nella cassetta degli attrezzi pronti all’uso, per entrare nelle scuole superiori con corsi su misura, la relazione di Giuliana Giusti che ha preparato anche una sorta di corso on line per insegnanti . Non è mancato neppure l’intervento giuridico di Thomas Casadei, dell’università di Modena, che ha approfondito il tema del linguaggio tra diritto, politica e società.
Saverio Cioce
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