Modena. Ha chiuso anche l’hotel Raffaello

L’ultima società ha abbandonato la gestione. Vanno deserte le aste per la vendita, 12 dipendenti in cassa integrazione

MODENA. L’hotel Raffaello ha chiuso. Lo storico albergo lungo la tangenziale, a pochi passi da via Giardini e gli uffici della Motorizzazione, ha serrato i battenti a inizio mese. Anche l’ultima società che l’aveva preso in gestione ha gettato la spugna, dopo due precedenti gestioni provvisorie. Il telefono squilla a vuoto, senza risposta anche i tentativi di contatto tramite i siti specializzati dell’hotellerie, italiani o stranieri. Una fine mesta, salvo che non spunti un compratore che rilevi tutta l’attività, di cui si sente molto parlare ma di cui nessuno ha visto nemmeno l’ombra.
Il guaio è che dal 2012 il Raffaello, che all’origine era nato con lo stesso nome del cinema lì a fianco, versava in cattive acque. La stessa occupazione delle camere era stata limitata ad alla minore capienza.
Dopo il fallimento della proprietà, la “Soglia Hotel Group srl” aveva cercato di barcamenarsi tra amministratori e curatori nominati dai tribunali. La sede del gruppo è rimasta a Verona, dove tre curatori nominati dai giudici della città scaligera hanno fatto quel che potevano sino ai giorni scorsi.

La sede stessa dell’Hotel Raffaello a Modena è stata messa in vendita per ripianare i debiti. Ma l’asta per la vendita è andata deserta, più volte. Le oltre cento camere e gli oltre 200 posti-letto, con annessa sala convegni e salette per le riunioni- satellite - una rarità tutte insieme in città - paiono non interessare nessuno. Per lo meno sino a oggi e a Modena.
E i dipendenti? Gli ultimi dodici rimasti, per gestire poco più di metà delle stanze, avevano ricevuto la proposta di trasferirsi in una struttura alberghiera di Affi, a due passi tra Verona e lago di Garda.
Nessuno per varie ragioni, a cominciare da chi aveva famiglia, poteva permettersi il lusso di ricominciare da capo. Di qui la richiesta della cassa integrazione, nella nuova versione detta Naspi, sempre più ridotta con il passare dei mesi sino a diventare simbolica alla scadenza del secondo anno.
Quanto al padre padrone del gruppo, Gerardo Soglia, eletto a Salerno nelle liste del PdL anche grazie ai buoni uffici del suo collega politico Cosentino, è passato quasi indenne da una vicenda giudiziaria all’altra.
Come ebbe a ricordare a suo tempo Franco Zavatti, responsabile della Cgil per le questioni legate alla legalità e alle infiltrazioni malavitose nell’economia locale, il deputato Soglia era solo uno dei 120 parlamentari condannati o indagati per gravi reati.
Soglia dal canto suo, dall’alto di una sorta di holding che spaziava dal Pescara Calcio, all’energia e alle costruzioni, aveva creato quasi da zero la Hotel Group a cui modestamente aveva dato il suo nome.
Con questa società aveva acquisito quello che restava dell’arcipelago turistico di Tanzi, fallito a Parma con quello che ne è seguito, acquisendo la Parmatour (ex Parmalat) per 40 milioni e a cui aveva aggiunto quello che restava della Cit, la Mitica Compagnia Italiana Turismo che era una perla nel settore delle agenzie di viaggio, già collegata alla rete delle biglietterie delle Ferrovie dello Stato. In pochi anni Soglia, che aveva promesso di rilanciare tutti e mette in cassa integrazione i dipendenti di una società che già barcollava da tempo sull’orlo del fallimento, viene estromesso e rimane proprietario solo del 7,5% della proprietà.
Per Modena comunque è una perdita che si aggiunge a quella di Fini (un’altra struttura che doveva essere lussuosa e con più di 100 posti letto) e dell’hotel Idea, ex Motel Agip, di fianco all’autostrada.
«Al di là delle vicende del singolo caso - commenta Amedeo Faenza, presidente del settore alberghiero della Confcommercio - resta il problema dell’attrattività di Modena dal punto di vista turistico. Se non si lavora tutti insieme per promuovere la città i ricavi resteranno risicati e il tasso di occupazione delle camere molto basso. Di qui la debolezza delle strutture più fragili finanziariamente».
Il risultato? Sui 30 alberghi modenesi, tra città e immediato circondario, con 2000 posti letto circa, il rilancio passa per una riorganizzazione che deve puntare ad aumentare il numero delle presenze.
Vedremo se scenderà in campo qualcuno per Fini, ex Idea o ex Raffaello.