La Cispadana superstrada? I sindaci respingono l’idea 

Dopo la proposta di Palazzi, i colleghi si schierano con Bonaccini per l’autostrada «Così si perde tempo». Coordinamento comitati: «Falso, è solo un dubbio affare»

Due modi opposti di veder le cose, sull’autostrada che taglierà la Bassa. E la mediazione proposta dal sindaco di Finale (una superstrada meno devastante, meno costosa, ma ugualmente funzionale), non piace ai suoi colleghi dell’Unione Area Nord, che si schierano anche con il presidente della Regione Bonaccini e Confindustria: «Affermare che si è favorevoli ad una Cispadana non autostradale significa rimettere tutto in discussione e tornare indietro di anni - dicono i sindaci in una nota - Se si boccia l’attuale progetto dell’autostrada, la Cispadana non si farà mai. Inoltre un progetto di “superstrada” non avrebbe collegamenti all'Europa ed al mare, senza contare il fatto che i soggetti disposti a finanziare una simile opera e ad eseguire le necessarie attività di manutenzione rimarrebbero un'incognita».
«L'autostrada Cispadana - sono sicuri i sindaci - è un progetto indispensabile per l’economia e la viabilità del territorio e si tratta di un'infrastruttura che da anni cittadini, imprese, associazioni di categoria e parti sociali chiedono a gran voce».
Pronta la replica di Silvano Tagliavini, a nome del coordinamento dei comitati dei cittadini che da anni vorrebbe più equilibrio tra economia da una parte, ambiente e salute dall’altra: «Si critica il sindaco di Finale per la scelta di privilegiare una strada a scorrimento veloce anziché la Cispadana dimenticando che la Cispadana era, fino al 2006, “strada a scorrimento veloce” con progetto definitivo approvato dalla Regione che ora Bonaccini presiede (e che avremmo già realizzata dal 2007 se non fosse intervenuto un bizzarro cambiamento del progetto). Si parla per l’ennesima volta l’indispensabilità della autostrada portando a supporto di questa tesi la posizione di “associazioni economiche e sindacati”, dimenticandosi di citare le ragioni, oggettive, di queste posizioni. Del resto sono oramai 12 anni che viene recitato questo mantra da chiunque abbia un interesse, diretto o indiretto, per la realizzazione dell’opera in forma autostradale ma senza mai riportare dati economici elaborati da terzi che suffraghino questa tesi. Esiste solo una pubblicazione che vorrebbe certificare questa scelta: è il Documento di fattibilità elaborato dall’Ufficio Tecnico della stessa Regione che partendo da una domanda tecnica (ci può stare una infrastruttura stradale di cat. “A” in un tracciato predisposto per una infrastruttura di cat. “C” ?) non si sa come è arrivato ad ipotizzare una positiva ricaduta economica sul territorio senza riportare dati e formule da cui si trae la conclusione».
A proposito del collegamento con l’Europa tramite la Brennero: « Si dimenticano - chiosa Tagliavini - che già da anni per il flusso (soprattutto commerciale) da e per l’Europa continentale viene privilegiato il sistema ferroviario su indicazione della Ue e conseguente limitazione dei transiti da parte dell’Austria e ora anche della Svizzera. Altro esempio di poca lungimiranza è quello del turismo verso la riviera romagnola che sarebbe agevolato da una continuità autostradale con la Ferrara-mare. Dimenticandosi che il futuro è “il turismo lento” se si vuole che l’intero territorio ne risenta positivamente».
« L’ultima “bufala” è quella della creazione di posti di lavoro per realizzaare le infrastrutture. Una domanda: posti di lavoro non si creano realizzando l’infrastruttura a scorrimento veloce? Magari integrandoli con il potenziamento della linea ferroviaria da Ferrara a Poggio, allacciandosi così alla linea del Brennero vera opportunità per collegarsi col resto d’Europa. Suggerisco a Bonaccini di preoccuparsi piuttosto dei soldi che mancano dal Project financing. L’aspetto ambientale (salute, rischio idro-geologico e paesaggistico) non vale la pena citarlo, perché argomento incomprensibile a Bonaccini e compagnia bella».