E “al vasèl” va online

«L’unico modo per mantenere viva una tradizione è condividerla». A dirlo è Massimiliano Forni, appassionato di aceto balsamico e produttore di Nonantola. «Attraverso il potenziale dato da internet...

«L’unico modo per mantenere viva una tradizione è condividerla». A dirlo è Massimiliano Forni, appassionato di aceto balsamico e produttore di Nonantola. «Attraverso il potenziale dato da internet abbiamo capito che era possibile condividere l’avventura dell’acetaia con più persone possibili - riprende Forni - a volte anche molto lontane dalla tradizione e dalla cultura locale. Così, io e mia moglie Akane, di origine giapponese, abbiamo ideato “Al vasèl”, il sito web dove poter mettere in comune e a servizio di chiunque ne fosse interessato questo patrimonio culturale».
Come nasce l’idea? «Anni fa ho ereditato una batteria - racconta l’appassionato - e in seguito, coi miei familiari, ne abbiamo avviate altre. Ci siamo trovati davanti ad una serie di “problematiche” che non sapevamo come risolvere. Abbiamo chiesto informazioni a più persone possibili e poi abbiamo cercato di racchiudere in un sito le risposte che avevamo trovato. Inoltre, volevamo ricreare un focus sul metodo produttivo tradizionale».
“Al vasèl” è il termine dialettale che indica le botticelle in cui viene messo a maturare l’aceto balsamico. «Ancor più che il prodotto finito trovo che siano affascinanti le botti, l’acetaia e la storia che racchiude questo luogo: per ogni produttore è differente». Non a caso, nel sito web è possibile trovare una sezione dedicata proprio alle storie degli appassionati di aceto balsamico. «Chissà un domani potremmo creare un libro - dice il produttore - con tutti i racconti».
È altresì presente un forum di discussione, inserzioni di un market, sempre sull’aceto balsamico, e un settore dedicato alle ricette con l’aceto. Quest’ultima sezione è curata dalla moglie Akane, contagiata dalla passione per questo prodotto gastronomico a tal punto da esser diventata allieva assaggiatrice. Akane tiene lezioni di cucina giapponese in diverse parti d’Italia. Essendo un’amante dell’aceto balsamico, durante le lezioni non mancano cenni a questo prodotto presente sulle tavole dei modenesi.