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La musica che dà voce a chi non ce l’ha 

LiberaMente e Left Vibra con bambini, anziani e persone sole: «La musica diventa rifugio, integrazione e condivisione»

MODENA. Raccontare il mondo attraverso le canzoni. Raccontare quelle storie piccole che non conosce nessuno, gli universi più discreti, che non fanno notizia ma hanno tanto da dire, la quotidianità silenziosa di chi a volte è dimenticato, di chi solitamente non è ascoltato. La musica fa il resto, colonna sonora di un mattino all’asilo in mezzo ai bambini o di un pomeriggio alla casa di riposo con nonni che non si ricordano più cosa hanno fatto il giorno prima ma “Bella ciao” te la sanno can ...

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MODENA. Raccontare il mondo attraverso le canzoni. Raccontare quelle storie piccole che non conosce nessuno, gli universi più discreti, che non fanno notizia ma hanno tanto da dire, la quotidianità silenziosa di chi a volte è dimenticato, di chi solitamente non è ascoltato. La musica fa il resto, colonna sonora di un mattino all’asilo in mezzo ai bambini o di un pomeriggio alla casa di riposo con nonni che non si ricordano più cosa hanno fatto il giorno prima ma “Bella ciao” te la sanno cantare dalla prima all’ultima strofa senza indugi. Si chiama Giving Voice, il progetto di Radio LiberaMente Modena e del Circolo Left Vibra, che porta in radio le voci di mondi modenesi diversi come Porta Aperta, il centro nonni La Noce, la scuola materna Edison, la cooperativa Caleidos con i migranti di Mare nostrum, Tric e Trac. Radio LiberaMente è un’emittente nata da un progetto del Circolo Culturale Left - Vibra e Social Point, una radio legata al mondo della salute mentale, con rubriche musicali e variopinte. In Italia si tratta di un progetto piuttosto innovativo: «La facilità delle nuove tecnologie consente a mondi diversi di farsi conoscere – spiegano Bruno Giusti e Chiara Boni del Circolo Left Vibra - Partiamo dalle canzoni per intrecciare tante storie, tante vite. Con i nonni cantiamo e ascoltiamo le canzoni di guerra, con i bimbi le canzoni dei cartoni animati o quelle che imparano all’asilo; con loro è stato fatto un esperimento molto bello, le maestre gli hanno fatto costruire una radio di cartone e il loro approccio con gli strumenti fisici, il microfono, le cuffie, è stato molto interessante da indagare. Per i bambini l’apparecchio radiofonico è una cosa sconosciuta, la radio è ancora analogica e loro che sono nativi digitali non hanno idea di che cosa sia…».
Questo progetto è anche un’opportunità per un inserimento lavorativo di quattro persone seguite dal Dipartimento di Salute Mentale. «Prima facevo l’operaio, adesso ho la qualifica da animatore culturale per progetti radiofonici - racconta Giulio Ferrari, storico dj di Radio LiberaMente – Grazie a questo progetto ho l’opportunità di avere più spazio, per esempio sto pensando a una trasmissione in cui parlo dei miei libri lasciati a metà in cui interrompo tutte le volte che la stesura mi provoca depressione: si chiamerà “Speciale peggio per voi”». Poi ci sono i ragazzi di Caleidos e quelli che passano per Porta Aperta, che parlano di realtà lontane, di canzoni e tradizioni di altri mondi, della fatica dello sradicamento, del male che a volte fa ascoltare la musica “perché quando non hai niente, non hai nemmeno voglia delle canzoni” ha detto un signore durante un’intervista per il programma a Porta Aperta.
Per molti altri la musica è rifugio, strumento di integrazione, momento di condivisione. Le interviste raccolte si possono ascoltare seguendo la radio su facebook.com/radioliberamente.modena e su spreaker.com/user/radioliberamente. «L’anno prossimo festeggeremo i dieci anni della radio - ricorda la redazione - Il nostro obiettivo è quello di arrivare a una programmazione 24 su 24». Chiunque ha proposte per questo programma e ha voglia di portare la sua voce può scrivere a radioliberamentemodena@gmail.com