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Modena, Sant'Agnese, rompe porta per protesta

Il parroco lo allontana, mendicante insistente si ribella e spacca il vetro della chiesa

MODENA. «È andato in escandescenza e ha rotto il vetro della chiesa». Don Luigi Biagini, parroco di Sant’Agnese, riassume così l’ episodio spiacevole che si è verificato sabato sera nella sua chiesa. Tutto per via di un questuante troppo insistente sulla porta della chiesa, e l’invito ad allontanarsi vissuto male che ha provocato una violenta reazione con danneggiamento della vetrata alla sinistra dell’ingresso principale.
È stato lo stesso parroco a darne notizia ai fedeli, prima della bened ...

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MODENA. «È andato in escandescenza e ha rotto il vetro della chiesa». Don Luigi Biagini, parroco di Sant’Agnese, riassume così l’ episodio spiacevole che si è verificato sabato sera nella sua chiesa. Tutto per via di un questuante troppo insistente sulla porta della chiesa, e l’invito ad allontanarsi vissuto male che ha provocato una violenta reazione con danneggiamento della vetrata alla sinistra dell’ingresso principale.
È stato lo stesso parroco a darne notizia ai fedeli, prima della benedizione finale della messa delle 11.15.
Il suo «rassegnatevi» è rivolto ai fedeli, che ne conoscono la precisione e meticolosità degli avvisi per la settimana. Tuttavia, la “rassegnazione” non è un termine da accettare in questi casi. «Non ho mai mandato via nessuno in questi anni - spiega don Luigi dal pergamo - ma ho chiesto soltanto a queste persone di non restare troppo attaccati alla chiesa. Stavolta, quella persona è andata in escandescenza e ha rotto il vetro della chiesa. Mi sono chiesto se il nostro modo di fare carità sia corretto».


La presenza dei questuanti non è una novità in piazzale Riccò. «Chiediamo l’allontanamento definitivo dei mendicanti davanti alla chiesa di Sant’Agnese…», si legge in una petizione del settembre 2013. A firmarla un nutrito gruppo di residenti della zona. Altri episodi si sono seguiti negli anni successivi. Una situazione delicata, che richiama alla memoria quanto accaduto non più tardi della scorsa settimana in duomo, dove dai questuanti insistenti si è passati ai tentativi di rapina e furto in pieno giorno e durante le funzioni religione.
Resta così aperta la domanda del parroco: è vera carità? «Benedico chi va ad aiutare le persone in difficoltà - riprende don Luigi - in varie associazioni e gruppi, come Porta Aperta. C’è la possibilità di conoscere meglio queste realtà. Tutte queste persone (che ruotano intorno alla chiesa) avranno un punto di riferimento, un luogo in cui dormire. Sarebbe un bene indirizzarle a un gruppo di volontariato, poi Dio ce la mandi buona». Se fossimo noi in difficoltà? «Anch’io forse chiederei una mano - conclude il sacerdote - e comunque non ho nulla contro le persone che sono qui da anni, con cui ci sono saluti e scherzi. Mi dicevano stamattina che circolano persone particolari. Consiglio rispetto e delicatezza, ma anche fermezza. Chiediamo l’aiuto e il sostegno di tutti». Nel dicembre scorso la chiesa è stata soggetta a un furto con danneggiamenti. Questo è almeno il quarto episodio contro un simbolo religioso in città dalla Settimana Santa alla vigilia della domenica in Albis, dopo il danneggiamento della statua della Maestà a Portile e due tentati furti in duomo.
Gabriele Farina