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Inchiesta Aemilia, le pressioni del senatore Giovanardi

Il senatore Carlo Giovanardi durante una conferenza a favore di Bianchini

Indagato dall'Antimafia, il parlamentare di Modena minacciò i carabinieri e usava anche la stampa per convincere il Prefetto che "è un coniglio e chiederò la sua testa"

Lui, il senatore, sostiene di non aver mai avuto contatti con gli ‘ndranghetisti e rigetta ogni accusa sull’aver favorito l’associazione criminale. E’ certo di aver svolto, a pieno, il proprio ruolo di sindacato ispettivo, che il ruolo di parlamentare gli permette di fare, ma i magistrati Antimafia, Marco Mescolini e Beatrice Ronchi sono invece convinti che Carlo Giovanardi abbia rivelato segreti d’ufficio e minacciato o usato violenza a un corpo politico, amministrativo o giudiziario dello ...

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Lui, il senatore, sostiene di non aver mai avuto contatti con gli ‘ndranghetisti e rigetta ogni accusa sull’aver favorito l’associazione criminale. E’ certo di aver svolto, a pieno, il proprio ruolo di sindacato ispettivo, che il ruolo di parlamentare gli permette di fare, ma i magistrati Antimafia, Marco Mescolini e Beatrice Ronchi sono invece convinti che Carlo Giovanardi abbia rivelato segreti d’ufficio e minacciato o usato violenza a un corpo politico, amministrativo o giudiziario dello Stato. L’ipotesi investigativa, che hanno portato all’avviso di garanzia verso il senatore di Idea, all’ex vice prefetto di Modena Mario Ventura e a Augusto e Alessandro Bianchini – nell’indagine Aemilia-ter ci sono anche altri otto indagati tuttora non avvisati – vengono messi in fila diversi episodi che hanno come protagonista Giovanardi.

Secondo i pm, infatti, avrebbe fatto pressioni in modo continuo, anche attraverso la stampa e le interrogazioni parlamentari mirate, sul Prefetto Michele Di Bari affinché si assumesse le proprie responsabilità sull’iscrizione alla white list della Bianchini Costruzioni prima e della Ios di San Felice sul Panaro, poi. Lo accusava di non partecipare alle riunioni della commissione che analizzava le richieste di iscrizione all’elenco per i lavori pubblici post sisma. “E’ un coniglio - dice Giovanardi alla famiglia Bianchini in un video registrato da Alessandro Bianchini – Personaggio che pensa soltanto a non fare cose che lui pensa siano controproducenti per lui stesso”.

Giovanardi: "Un mio dovere telefonare alla prefettura"

Ma ci sono anche le continue richieste di spiegazioni ai vertici di Polizia, Guardia di Finanza e Girer sull’atteggiamento verso le due aziende familiari sanfeliciane. Addirittura Giovanardi riesce anche ad organizzare colloqui privati tra i Bianchini e i vari responsabili. Anche peggio – stando all’accusa – è il rapporto tra il senatore e i vertici dei carabinieri, che incontra in un bar e che “minaccia” di esposti alla magistratura affinché “qualcuno avrebbe dovuto rispondere dei danni derivati da questi interventi”. Interventi che sono soltanto la ferma opposizione alla Bianchini in white list, ma che l’Arma, in sede di riunioni in prefettura, non declinerà mai per evitare di bruciare l’inchiesta Aemilia.

Perché, come spiega la magistratura bolognese, il senatore, grazie all’ex vice prefetto Mario Ventura ha informazioni riservate sulle istruttorie, che comunica in anticipo ai Bianchini e anche alla stampa come nel caso della conferenza sulla Ios in cui annunciava l’esclusione dalla white list quando il provvedimento non era ancora stato reso pubblico né inviato ai diretti interessati. E in questo filone di rivelazione di segreti d’ufficio si inserisce anche Giuseppe Marco De Stavola, dipendente delle Dogane, che fa da mediatore e informatore ai Bianchini, annunciando controlli della Guardia di Finanza, dinieghi di iscrizioni, passando informazioni riservate che ottiene dalla Prefettura e che finiscono in un memoriale di risposta alle criticità sollevate dal Girer – e che Bianchini non poteva conoscere – redatto da un avvocato modenese, su supervisione della famiglia sanfeliciana. Che a propria volta tiene costantemente aggiornato e riceve informazioni dal senatore Giovanardi. Il quale, stando sempre agli atti d’accusa, è informato dei legami tra Bianchini e la ‘ndrangheta fin dall’autunno 2014.

Aemilia, i documenti presi dalla cassaforte del Prefetto

Glielo dicono loro – come confermato da un altro filmato girato da Alessandro Bianchini – ammettendo un giro di fatture false con Pino Giglio, ma gli giunge ulteriore conferma anche da una mail, inviata da un dipendente della Bianchini Costruzioni, in cui si allega la domanda di assunzione redatta da Michele Bolognino, tra i capi dell’organizzazione ‘ndranghetista, trovato nel cantiere delle scuole di Finale Emilia e colui che gestiva il gruppo di operai inviati a San Felice per la ricostruzione post terremoto. Giovanardi sapeva, sostengono quindi gli investigatori, e quindi dovrebbe essere acceso un faro processuale nei suoi confronti. Era talmente tanta la sua influenza che, tramite Ventura, con cui si teneva costantemente in contatto, era in grado di far convocare le riunioni del Girer senza nuovi argomenti sui Bianchini. Otto, nove sedute in cui le forze dell’ordine ribadiscono il proprio diniego, ma che non bastano al funzionario della Prefettura per far sottoscrivere al Prefetto il diniego di white list.