Mafia, conoscere per sconfiggere 

L’8 maggio “C’è chi dice no” a Giurisprudenza giornata di impegno civile tra storie e testimonianze

«Affrontare il tema della mafia vuol dire formare le persone». Ecco lo spirito che accompagnerà la giornata per la legalità di lunedì prossimo a Giurisprudenza. Il dipartimento ospiterà incontri dalla mattina fino alla notte. Tra gli ospiti giornalisti minacciati dalla criminalità organizzata e Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, il giudice ucciso da Cosa nostra il 19 luglio 1992 a Palermo. Dal capoluogo siciliano nasce il progetto “Università per la legalità”, sottoscritto dall’ateneo di Modena e Reggio. «Nella realtà modenese il tema della mafia è molto sentito - spiega Tania Tenuzzo, presidente della sezione modenese dell’Associazione europea degli studenti di legge (Elsa-More) - e ciò è forse dovuto al processo Aemilia». In che senso? «Oggi i ragazzi si fanno più domande - prosegue la studentessa - e tutto questo è importante. Non si parla più della mafia come se ne parlava prima, la mafia non è più la stessa. È inserita nei meccanismi umani, quotidiani di persone che la vivono tutti i giorni. Affrontare il tema significa quindi formare le persone, anche quelle più grandi, ad avere una certa mentalità nei confronti dei comportamenti che ti portano a quel fenomeno. Se non si agisce alla base non si arriva al risultato». Le pagine di cronaca riportano sempre più spesso fatti del genere. Un esempio? Gli imprenditori che hanno perso la propria azienda dopo aver accettato un “favore” rivelatosi un boomerang. “Il ruolo del professionista quale baluardo di legalità” sarà l’incontro che si terrà in aula A dalle 9 alle 13. Un primo esempio per dire che “C’è chi dice no”, titolo di una canzone di Vasco Rossi e dell’iniziativa di giorno 8. Tra gli ospiti, il presidente del gruppo antimafia del comitato unitario dei professionisti Beatrice Fonti. Sandro Ruotolo, invece, è tra i “Giornalisti contro” presenti in aula magna dalle 9 alle 13. Con lui i cronisti Riccardo Orioles, Paolo Borrometi e Giuseppe Mennella, esempi di “come una penna può fermare la mafia”. “Studenti universitari e medi a scuola di legalità” è la lezione che si terrà dalle 10 alle 13 in aula A. I “prof”? Stefano Vaccari (componente della Commissione parlamentare Antimafia) e Enza Rando (vicepresidente nazionale di Libera). Alle 16 si tornerà in aula magna per discutere de “L’impegno dello Stato nell’azione di contrasto alla mafia” con il magistrato Otello Lupacchini e il direttore del nostro giornale Enrico Grazioli. Borsellino dialogherà alle 18 con Pierpaolo Farina (ideatore di WikiMafia) in aula convegni. Tra i temi, il rapporto tra politica e mafia. “La Trattativa” è la pellicola di Sabina Guzzanti proiettata dalle 20.30 in aula magna. La regista interverrà via Skype. In streaming (sulla pagina Facebook C’è chi dice no) sarà trasmesso l’incontro “Giornalisti contro”, come gli appuntamenti delle 16 e delle 18.
Gabriele Farina