Modena, stadio e stazione, percorsi a ostacoli

Dal quartiere Musicisti al centro: doppio percorso spesso accidentato e interrotto causa cantieri, costretti ad andare a piedi

MODENA. Piste ciclabili cittadine, seconda puntata. Dopo avere analizzato quella di via Divisione Acqui dalla Maserati alla rotonda dalla quale si accede anche alla tangenziale, siamo ripartiti dallo stesso punto, per verificare le condizioni dei tratti che conducono alla Stazione, allo Stadio e al Palazzo dei Musei.
Per la stazione ferroviaria si possono seguire due diversi percorsi, uno più breve ma incompleto, l’altro più lungo che però consente di pedalare sempre su una pista ciclabile e di arrivare in piazza Dante. Il primo scorre sul lato di via Paolo Ferrari, è tutto in sede propria, cioè separato dalla strada, prevede pochi attraversamenti (all’uscita da Via Stanguellini e all’ingresso del parcheggio mancano i cartelli di precedenza alle bici), ha un buon fondo, ma finisce perpendicolarmente contro il cavalcavia della Sacca.


Da lì si deve andare con la bici a mano, anche se non pochi, attraversato il pedonale del cavalcavia, trasformano il portico di viale Crispi in una ciclabile impropria. L’altro percorso è su viale Ciro Menotti (pericoloso l’attraversamento di via Montegrappa, anche qui il quadrato blu con la bici, per le auto che svoltano a destra, sarebbe opportuno), poi doppio passaggio semaforico per prendere via Ricci. Fino all’incrocio con viale Reiter l’unico problema sono i… rifiuti ingombranti buttati vicino ai cassonetti, ma spesso anche sulla cliclabile.
Attraversamento Reiter: solo pedonale, molto pericoloso perché le auto da entrambe le direzioni ci arrivano sparate. Trasformarlo in ciclopedonale con riquadri a terra e solito cartello blu? Andiamo avanti, troviamo l’attraversamento ciclopedonale di via Ricci per andare sul viale Caduti in Guerra: segnaletica completa, con tanto di vernice rossa. Sarà un caso, ma lì le auto che svoltano dal viale si fermano sempre.
L’attraversamento di fronte all’ex cinema Principe è solo pedonale con segnalazioni luminose, così come quello di Corso Vittorio. Proseguendo sempre su ciclabile in sede propria arriviamo al semaforo della Stazione. Volendo proseguire verso lo Stadio Braglia percorriamo viale Monte Kosica, per le auto che svoltano in via Ganaceto niente cartello blu, così come per il passaggio di via Berengario.
In Via Monte Kosica la pista (dal fondo comunque rovinato da tempo) s’interrompe per un muro pericolante e transennato, così che molti ciclisti finiscono per pedalare sulla corsia dei bus: non è il massimo della sicurezza.
Superato quel lungo tratto la pista torna agibile e consente di arrivare in Viale Molza, quindi fino a piazza Sant’Agostino, con un solo attraversamento, via Bono da Nonantola, dalla segnaletica quantomeno bizzarra: quella orizzontale è ok, il famoso cartello con la bici c’è per chi esce, ma da lì le auto non possono uscire, mentre venendo dal centro lo si trova piantato in un ‘panettone’ e collocato non per la vista delle auto, ma in mezzo alla pista.


Diamo un’occhiata anche alla ciclabile di via Berengario, ripartendo dalla rotonda di Monte Kosica. Fino al semaforo di Via Cavour (anche qui riquadri presenti a terra, ma niente cartello blu o altri avvertimenti di precedenza per le ciclo) il fondo è orrendo, pieno di buche, dopo la curva però migliora decisamente e l’altro elemento di criticità è l’interruzione della pista causata dall’impalcatura per il restauro del Teatro Anatomico, che costringe a a scendere e bypassare quel punto a piedi.