Modena. Sentinelle in via Zamenhof

Nato come a Cognento il gruppo di controllo di vicinato con chat per segnalare i ladri. «Dopo una rapina violenta ci siamo incontrati, adesso siamo una comunità»

di Stefano Totaro
MODENA. Sono mesi che stanno “lavorando “ per la loro sicurezza, armati di occhi, orecchie, solidarietà e smartphone, ma soltanto da poco hanno ricevuto la doc, con tanto di bollino e logo dell'associazione nazionale. Si tratta del gruppo di controllo del vicinato di via Zamenhof, nato più o meno in contemporanea con quello di Cognento sull’onda dell’emergenza dei furti e delle aggressioni e per cercare di rendere più vivibili le giornate dei residenti, sempre più con l’incubo delle microcriminalità che incombe.
«A dire la verità siamo già attivi da Natale - spiega la coordinatrice del nuovo gruppo di vicinato, Rossella Brunetti - In quel periodo ci fu quella brutale, violenta rapina al titolare del Conad che venne seguito e poi picchiato a sangue davanti alla filiale della banca, lungo via Vaciglio. In pratica accanto alla nostra strada che, partendo proprio da quella zona, sbuca sulla Vignolese, all’altezza dei Gelsi. Una strada senza condomini, con case con giardino, nuclei monofamiliari. In quell’occasione dunque ci trovammo a parlare, tra vicini, e iniziammo a creare una chat su WhatsApp: cercavamo di darci una mano, per sentirci più sicuri, iniziando ad osservare, a stare in allerta ciascuno secondo i proprio orari e le proprie abitudini».

«Iniziammo allora ad informarci, eravamo una decina all'inizio e prendemmo contatto con l'associazione nazionale Controllo del vicinato, iscrivendoci, prendendo contatti, “studiando” un po’ quello che erano i comportamenti e i giusti escamotage per rendere efficace il nostro impegno. Contattammo in seguito il Comune, o meglio la polizia municipale, il settore che si occupa in modo specifico di queste problematiche. Sono passati alcuni mesi, c’è stato un incontro con la Municipale e rappresentati dell’associazione, alla fine “esistiamo” ufficialmente: abbiamo il logo che abbiamo fatto stampare nella copisteria della nostra via e che abbiamo esposto sule nostre case, abbiamo contatti più diretti per interventi con la Municipale e tutte le altre forze dell’ordine».
Nel giro di poco tempo il giro si è allargato, ora il gruppo di via Zamenhof conta una trentina di persone collegate. «Il mio ruolo - spiega Rossella - è quello di fare da filtro alle segnalazioni, fare qualche verifica e poi informare le forze dell’ordine. Abbiamo già avuto modo di segnalare alcune persone sospette ai carabinieri con tanto di foto, abbiamo segnalato una intrusione notturna in un cantiere. L’essere “vicini” nel condividere le nostre problematiche ha anche fatto sì che ci conoscessimo meglio, abbiamo riacquistato una prossimità che nelle città ten e a scomparire. In una occasione ho avuto bisogno di aiuto e ho potuto trovarlo perché potevo contare su persone che ora so essere fidate». Buone notizie anche dalle vie India e Birmania, ad Albareto, dove si era levato dai residenti un appello contro i furti: i rappresentati sono stati ricevuti in questura e sono stati assicurati da subito più controlli. Presto anche tra quelle famiglie nascerà un gruppo di controllo: a giorni un incontro con la Municipale.