Vasco, piano d’evacuazione per 300mila 

Verso il concerto di Modena Park. Si smonteranno gli ingressi per creare ampie uscite. Possibile l’utilizzo dei soldati. Ieri lavori alla posa di cavi e fibre ottiche

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MODENA. Si inizia. Il palco dove salirà Vasco sta mettendo le radici. Da ieri mattina, proprio nell’area del parco Ferrari dove verrà successivamente montata la grande struttura, sono al lavoro alcune ruspe. Stanno tracciando delle linee orizzontali, dei percorsi, degli stretti fossati che man mano si snoderanno in aree più vaste. Gli addetti infatti hanno iniziato i lavori per la posa delle canaline, le arterie telematiche che serviranno ad alimentare la zona del palco ma non solo. Fibra ottica, cablaggio, nuove linee, percorsi elettrici e quant’altro, compresi i collegamenti per le nuove quattro telecamere in postazione fissa che verranno installate.



Queste infrastrutture che consentiranno sia il cablaggio dell’intera area che la videosorveglianza sono a costo zero per il Comune, rientrano nel pacchetto di interventi a carico dell’organizzazione. Dunque qualcosa già si muove al parco Ferrari in attesa della grande invasione. Una attesa che necessariamente deve fare i conti con l’effetto Manchester, l’incubo dell’attentato terroristico le cui modalità criminali sembrano ormai evolversi, non limitarsi solo all’eventualità dell’auto o del camion lanciato sulla folla e guidato da un kamikaze.

Come annunciato dal ministro Minniti, che l’altro pomeriggio ha presieduto la riunione del Casa, Comitato di analisi strategica per l'antiterrorismo, c’è il dovere e la necessità di alzare ai massimi livelli la sicurezza in occasione di eventi pubblici e quello di Vasco è sicuramente il più importante. Indispensabile un doppio filtraggio, le barriere anti sfondamento, i controlli agli ingressi con metal detector e anche controlli mobili sempre col metal detector e pattuglie speciali. A Modena, in fin dei conti, già si stava procedendo in questa direzione e scenderanno in campo oltre mille divise. Ci saranno tre livelli di sicurezza, un po’ come avviene negli aeroporti. Il primo cerchio, già piuttosto ampio, è quello che sancisce l’inizio della “area pedonale”: auto off limit, ci saranno i blocchi e le transenne antiterrorismo. Il perimetro della chiusura?

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Via Emilia dall’ottavo campale, viale Autodromo, viale Italia dall’incrocio con via San Faustino. Poi c’è il secondo cerchio a cui possono accedere soltanto quelli muniti di biglietto e infine l’area del concerto con quattro ingressi. Una volta oltrepassati gli ingressi non si potrà tornare indietro. I varchi, per permettere i controlli accurati ad personam alle forze dell’ordine, saranno necessariamente stretti e ci vorranno alcune ore prima di superarli. Ma come fare in caso di emergenza, in caso che si debba scappare dall’area del concerto se vi sono quelle strettoie?

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È stato previsto dai vigili del fuoco un articolato piano di evacuazione che non è stato “tarato” sui 220mila presenti, bensì sugli ipotizzabili 300mila che gravitano nell’area. In pratica mentre Vasco e la sua band inizieranno a mandare in delirio i fans, ci saranno addetti che “smonteranno” i quattro angusti accessi per creare delle uscite ampie e percorribili. Non si uscirà, anche senza emergenze, a casaccio, ma secondo percorsi e situazioni programmate. Va ricordato infatti che la grande folla lascerà il ModenaPark di notte, e l’oscurità rende i controlli più difficili. Anche per questo motivo, oltre alle forze dell’ordine, scenderanno in campo i 700 volontari della Protezione civile. Il loro compito è quello di scortaregli avventori sino alle aree parcheggi, alla stazione, alle aree dove sostano i pullman, in tutti gli snodi dunque dove la gente deve fare ritorno per accedere ai mezzi di trasporto. E i soldati? È molto probabile, come del resto indicato dallo stesso ministro Minniti, il loro utilizzo in supporto alle altre forze dell’ordine nelle operazioni di controllo e di “scorta” del popolo di Vasco.