Bastiglia, lavorava 17 ore al giorno «Ora dovete assumerlo»

Il 22enne perse tre dita in officina dove veniva pagato con i voucher Cgil: «Il contratto fu cambiato dopo l’infortunio. I buoni non vanno reintrodotti»

BASTIGLIA. Di fatto lavorava a tempo pieno, anzi pienissimo: spesso era in azienda sette giorni su sette, a volte fino a 17 ore al giorno. Solo che veniva pagato con i voucher, e non incassava nemmeno tutti i 7,5 euro che spetterebbero al lavoratore per ogni buono cambiato in tabaccheria. E poi, il 22 settembre scorso, il dramma: un incidente alla pressa che gli ha portato via tre dita. Lui è Misha Nesterenko, 22enne ucraino residente a Bastiglia da dieci anni: insieme alla Cgil di Modena e agli avvocati che lo seguono ha deciso di raccontare la sua storia. Una storia dolorosa per il lavoratore ed emblematica per il sindacato di piazza Cittadella, che ora chiede al Parlamento di fermarsi prima di dare il via ai “nuovi” voucher, favorendo episodi come quello di Misha.

Una storia iniziata proprio a Bastiglia, dove da un paio d’anni il giovane ucraino lavorava in un’azienda metalmeccanica a conduzione familiare. Un rapporto che, da maggio 2016, è stato pagato con i voucher, anche se di fatto il 22enne non lavorava affatto occasionalmente, ma tutti i giorni, con rari turni di riposo e giornate intere. Rapporto di lavoro che è però stato trasformato in contratto di apprendistato subito dopo l’infortunio che ha portato il ragazzo a perdere tre dita: «Ho saputo del nuovo contratto dopo l’incidente - spiega il lavoratore - anche se come data di assunzione figura il 19 settembre, tre giorni prima. Tra l’altro, io non avevo firmato alcun contratto…».


Il lavoratore si è così rivolto alla Cgil di Modena, che, affiancata dagli avvocati Ernesto Giliani, Annalisa Bova, Fabrizio Fiorni, Gabriella Cassibba, Yuri Trovato e Laura Caputo, ha avviato una causa di lavoro per il riconoscimento dell’illegittimità del pagamento a voucher e il riconoscimento del rapporto di lavoro dipendente dal 2015, anno in cui Misha ha iniziato a prestare servizio nell’azienda di Bastiglia.

«Chiediamo il riconoscimento della prestazione di lavoro subordinato a tempo indeterminato - spiegano i legali della Cgil - perché Nesterenko aveva un normale orario da operaio, lavorando anche 17 ore al giorno, ed era in condizione di subordinazione gerarchica rispetto al datore di lavoro».

Una causa molto significativa per il sindacato, che sta portando avanti una battaglia contro la reintroduzione dei voucher: «Quella di Bastiglia è una tipica situazione di azienda che usa i voucher - spiega Claudio Riso, rappresentante della segreteria Cgil - che con la nuova normativa potranno essere utilizzati di nuovo. Ai parlamentari chiediamo dunque di fermarsi, perché altrimenti permetteranno a situazioni come questa di verificarsi di nuovo». Anche per questo, la Cgil di Modena sarà a Roma sabato per la manifestazione in piazza San Giovanni.