Modena, «Aiutatemi a riportare mio papà di nuovo casa»

Valentina Bertarini, dietologa al Policlinico, pendolare con l’ospedale di Tenerife «È stato amputato, rientro costoso». Gara di solidarietà dei colleghi in ospedale

MODENA.  Senza sostegno da ministero e consolato, con un malato da accudire e un trasporto costoso e complesso da organizzare. Sono mesi davvero complicati per Valentina Bertarini, dietologa al policlinico di Modena , figlia del 60enne rubierese Patrizio, colpito da una sepsi fulminante due mesi fa mentre si trovava in vacanza pasquale sull’isola spagnola di Tenerife (Canarie).

Bertarini era assieme alla moglie Rosanna, con la quale gestisce due panetterie a Rubiera e Fontana, e alla figlia, per un viaggio “premio”.


«Mia mamma aveva avuto grossi problemi di salute ed era un modo per festeggiare l’anniversario a un anno dalla sua guarigione», racconta Valentina, conosciuta dietista.

Dopo quasi un mese di coma e al risveglio l’amputazione di mani e gambe, necessarie per salvare l’uomo, adesso Bertarini è in ospedale a Tenerife. I famigliari, con la collaborazione del Comune rubierese, hanno lanciato un appello per chiedere sostegno economico, necessario per organizzare il costoso rientro in aereo. Tutte le spese sono a carico della famiglia, che nel frattempo ha dovuto sospendere l’attività delle panetterie. L’obiettivo è riportare il papà in Italia e all’ospedale di Baggiovara per proseguire le cure specializzate.

«Tenerife non è in zona di calamità e quindi il Ministero degli Esteri non può provvedere al rientro, ci hanno riferito – spiega Valentina – Quando hanno ricoverato mio padre abbiamo chiesto al consolato se poteva indicarci un alloggio economico in zona: nemmeno quello». Il trasporto sanitario è impraticabile (costa dai 30 ai 50 mila euro). «Stiamo aspettando che mio padre possa almeno stare sulla carrozzina - conclude Valentina - Portarlo in aereo in barella comporterebbe l’acquisto di almeno 12 posti. In carrozzina il prezzo sarà abbordabile e ci sarà un assistente sanitario al suo fianco durante il volo».

Dopo mesi durissimi con tante spese è partito l’appello: «Abbiamo ricevuto tante manifestazioni di solidarietà, che ci confortano, ma pochi aiuti». Il Comune di Rubiera si fa da garante, mettendo a disposizione il proprio conto corrente bancario. Le somme raccolte in questo modo verranno poi girate direttamente ai parenti. Come si può donare? I modi sono due. Il primo è un versamento diretto alla tesoreria comunale, nella filiale rubierese di piazza Gramsci 2 del Banco Bpm (ex San Geminiano e San Prospero). Il secondo è il bonifico bancario sul conto di tesoreria intestato al Comune di Rubiera, codice IBAN IT80 S 05034 66470 000000024827. In entrambi i casi, va specificata come causale “Solidarietà sig. Patrizio B”.. (adr.ar.)