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Stef Burns: «Un onore suonare a casa di Vasco» 

«Lui è carico, noi siamo pronti a spaccare e anche un po’ emozionati perchè Modena Park è un concerto diverso. Lo ringrazio per questa occasione»

Modena Park, Vasco prova davanti ai fan

C’è Vasco, poi c’è Stef, ma c’è tutta una band pazzesca che non vede l’ora di salire sul palco di Modena Park e scatenare l’emozione dei 220 mila che il primo luglio faranno del concerto del rocker di Zocca un evento mondiale. A casa di Vasco, nel cuore di Modena, città che Steff Burns ha adottato anche se oggi vive a Los Angeles. Il suo sound nasce all’ombra della ...

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Modena Park, Vasco prova davanti ai fan

C’è Vasco, poi c’è Stef, ma c’è tutta una band pazzesca che non vede l’ora di salire sul palco di Modena Park e scatenare l’emozione dei 220 mila che il primo luglio faranno del concerto del rocker di Zocca un evento mondiale. A casa di Vasco, nel cuore di Modena, città che Steff Burns ha adottato anche se oggi vive a Los Angeles. Il suo sound nasce all’ombra della Ghirlandina e ci spiegherà perchè. Partiamo dal concerto.

Stef, hai mai suonato di fronte a 220 mila persone?

«Probabilmente a Catanzaro nel 2004 erano di più, si dice quasi 400mila. Ma quello era un concerto free, a Modena tutti hanno acquistato il biglietto. È incredibile, è un record mondiale per i concerti a pagamento: sono onorato di poter vivere questa grande esperienza e ringrazio Vasco per aver creato questa occasione. Ma sento anche lui molto carico e pronto a spaccare come tutti noi della band. Sarà bellissimo. E suonare nel concerto del suo anniversario dei 40 anni di carriera e a Modena ammetto che provoca una certa emozione».

Modena come vi ha accolti?

«Benissimo, c’è molto calore e lo respiri anche solo se esci a fare una passeggiata. O quando usciamo per provare. Stiamo studiando le posizioni sul palco, le luci, il sound e sono rimasto colpito dal palco: fantastico e anche le luci sono bellissime».

Stef, hai suonato coi più grandi artisti americani e sei la chitarra del Blasco che emoziona: ma chi è Vasco Rossi?

«Vasco è unico. E’ un artista che ha anima rock dentro e ha uno stile americano, tutto suo che non è paragonabile a nessuno».

Quante chitarre porterai sul palco e quali?

«Le mie tre Fender Strato “signature” (tributo della casa californiana a Stef), una Gibson Les Paul Custom nera, poi una chitarra costruita da Matteo Camurati, un liutaio di Modena che mi ha anche sistemato la mia vecchia Kramer degli anni 80. Ecco anche lei suonerà a Modena Park. C’è anche un’Ibanez a sette corde. Riguardo alle acustiche, Martin e una Eko ideata da Massimo Varini. Ma sempre a Modena c’è anche Massimo Mantovani che modifica le mie testate Marshall e cura la mia pedaliera. Sì, il mio sound è molto modenese».

Quali sono le insidie per un musicista quando ti trovi sul palco di un concerto così.

«Beh, se ci riferiamo a Modena Park, il caldo. Per fortuna proviamo di sera. Per il resto siamo preparati: abbiamo lavorato tanto singolarmente, poi insieme in Puglia. Ecco, se temo qualcosa è che non funzionino gli amplificatori, i pedali o i cavi. Se si rompe una corda, fai tre note un po’ strane poi ne prendi subito un’altra».

E dopo Modena Park?

«Dopo io, il Gallo e Will Hunt, che è stato tre anni con Vasco prima che tornasse Matts, ci scateniamo in giro per l’Italia con il nostro progetto BGH che è poi il nome del gruppo. Cantiamo io e Will, proponiamo cover diverse dalle solite e poco commerciali. Pezzi tosti e abbiamo un solo obiettivo: spaccare, divertirci e far divertire la gente. Abbiamo quasi tutto il mese di luglio impegnato».

Mai stanchi?

«Dai, una settimana di stop, ci si ripiglia e via. L’unica stanchezza è dover stare lontano dai miei figli, soprattutto da mia figlia».

Stef, il nome di un chitarrista che ti ha influenzato?

«Jeff Beck, lui è unico. Ma da BB King a Van Halen a Hendrix a Robben Ford sono tanti quelli che nei generi fusion, jazz e blues hanno lasciato un segno dentro di me».

@PaoloVp305 . ©RIPRODUZIONE RISERVATA