Gli imputati: «Tutta colpa dei giornali»

REGGIO EMILIA. «I giornali, anche in questo processo, scrivono cose non vere, lo vediamo tutti i giorni».Parole dell’avvocato Vezzadini, che difende Gianluigi Sarcone. Parole pronunciate nell’aula...

REGGIO EMILIA. «I giornali, anche in questo processo, scrivono cose non vere, lo vediamo tutti i giorni».

Parole dell’avvocato Vezzadini, che difende Gianluigi Sarcone. Parole pronunciate nell’aula del maxiprocesso Aemilia i corso a Reggio.

Alcuni detenuti hanno colto la palla al balzo e urlato: «Scrivono sempre cose false», «in galera». E mentre lo dicevano si rivolgevano ai cronisti presenti in aula: una breve contestazione, che non ha provocato alcuna reazione. Si è così consumato in settimana un attacco alla stampa che segue il processo, e che non è neppure l’ultimo, anzi, in un clima che resta teso: nonostante le udienze siano pubbliche e il processo in nome del popolo italiano, ai giornalisti sono già posti parecchi divieti, a partire da quello assoluto di filmare o fotografare le gabbie dei detenuti.

Il pm della Dda Marco Mescolini, ha chiesto di andare oltre e non proseguire su questa linea: «Va a finire che si dirà che la ’ndrangheta è un’invenzione dei giornali», ha più o meno detto.

L’avvocato Vezzadini nel corso dell’esame dei testimoni ha fatto riferimento più volte alla stampa che avrebbe discriminato i cutresi. Probabilmente nell’intento di avvalorare questa linea la difesa di Sarcone ha chiamato a testimoniare Sonia Masini, ex presidente della Provincia di Reggio: «Per fortuna che c’è la libera stampa che ci ha informato di quello che accadeva - ha detto la Masini- Pregiudizio contro i calabresi? Sono i fatti che alimentano il pregiudizio, bisogna smettere di delinquere». Sonia Masini ha inoltre negato che sui giornali sia mai stata fatta «l’equazione cutrese uguale mafioso, come invece sostengono alcuni imputati e non solo.