Mirandola, in manette il bandito: deve scontare 15 anni di carcere

Blitz all'alba della Squadra Mobile della Polizia che ha arrestato Santo Querulo: è stato condannato per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. E' il fratello di un pentito di mafia

MIRANDOLA. Santo Querulo 39 anni, è stato arrestato nel pomeriggio di ieri, mercoledì 26 luglio, a Mirandola, dove dimorava da qualche tempo, dagli agenti della Squadra Mobile di Modena. Deve scontare 15 anni e 4 mesi di reclusione cui la Corte d’Appello di Catania lo ha condannato per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, aggravata dall’essere l’associazione medesima armata, costituita da più di dieci persone ed avere agevolato l’attività di sodalizi di tipo mafioso. Insieme al fratello Domenico, poi divenuto collaboratore di giustizia, era a capo di una vasta organizzazione internazionale che negli anni 2009 e 2010 ha imperversato nel commercio di cocaina nell’asse Spagna-Italia nonché nel traffico di armi.

Originario del quartiere San Giorgio di Catania, risultava affiliato alla famiglia “Bonaccorso-Carateddi” considerata braccio armato del clan mafioso “Cappello”, storicamente contrapposto a quello capeggiato da Santapaola Benedetto. Le indagini condotte dalla squadra mobile etnea hanno documentato che egli ricopriva insieme al fratello un ruolo di primo piano nell’ambito dell’organizzazione, che aveva stretto rapporti con le cosche criminali di Rosarno e Cinquefrondi nonché con clan napoletani.

Trasferitosi da alcuni anni nella provincia di Modena ove lavorava come operaio, era già stato arrestato a Carpi nel maggio del 2013 in esecuzione di una misura cautelare emessa nell’ambito dello stesso procedimento.

L’uomo al momento della cattura non ha opposto resistenza ed è stato associato presso la casa circondariale di Modena.