Tre gelaterie di Modena tra le migliori d’Italia

“Bloom” di via Farini continua a raccogliere premi. A Formigine c’è “Joia” con gusti ricercati affidandosi ai prodotti stagionali, a Spilamberto “Il Gelato”

MODENA.  Qualità dei prodotti e stagionalità degli ingredienti. Sono gli elementi che caratterizzano le migliori gelaterie di Modena e provincia.

La golosa classifica, stilata dal sito internet Dissapore, ha presentato, anche quest’anno, l’elenco delle migliori 100 gelaterie d’Italia. Cos'è emerso? Che la nostra regione è quella con il maggior numero di gelaterie artigianali presenti: 15 locali dove i peccati di gola sono all’ordine del giorno. In particolare, un quinto di queste, si trova nel territorio modenese. Così, non ci siamo fatti scappare l’occasione di conoscere i segreti che si nascondono spalmati su coni, coppette e focacce.

Il nostro dolce itinerario è iniziato in via Farini, dove c’è Bloom, il locale di Gianluca Degani. Bloom, in dodicesima posizione, non è una nuova entrata nella classifica di Dissapore. Infatti, era già stata selezionata da Dissapore nel 2015 e nel 2016. A gennaio è stata incoronata tra le migliori gelaterie d’Italia dalla guida Gambero Rosso, col punteggio massimo di “tre coni”. Ma, come ci ha spiegato il titolare «nulla è più importante del giudizio del cliente. Vedere che le persone tornano e apprezzano il mio prodotto è fondamentale, ancor più del risultato in classifica». Per chi lo conosce già da tempo, ha inaugurato nel 2014, sa che alcuni nomi di gelato sono piuttosto stravaganti: “Goodbye Ruby Tuesday” composto da gelato al pinolo, timo e salsa di rabarbaro, oppure “An american guy walking in Vignola, thinking about Milan” dove il burro d’arachidi, si sposa con le amarene, il tutto unito alla nota amara del Campari.

Ma, c’è una spiegazione. «Ogni gusto ha una storia - ha detto Degani - e cerco di riportarla nel gelato. A prescindere dal gusto che può aver conquistato gli esperti di Dissapore, credo che venga premiata la progettualità e il processo che sta alla base. Ciò significa fare un prodotto genuino, utilizzando pochi ingredienti e il più possibile a chilometro zero. C’è un’enorme ricchezza sotto i nostri piedi: la realtà locale, parlo dei prodotti della terra, è pazzesca. E io vado alla ricerca di questi: il gelato al cocomero giallo, di un contadino di Lesignana, ne è un esempio».

Un altro cultore della qualità è Andrea Martinelli, gestore, con la fidanzata Morena Falcone, della gelateria Joia di Formigine. Anche in questo caso si tratta di un giovane ambizioso e preparato. Arrivati in via Trento Trieste ci viene proposta una focaccia calda ripiena di gelato a cui non sappiamo dire di no e veniamo conquistati dalla bontà di entrambi i prodotti. Eh sì, perché il ragazzo, oltre a produrre gelato naturale ha una grande passione per la cucina. Non a caso, è proprio da quell’ambiente, dal lavoro in ristoranti della zona e fuori regione, che arriva.

Dopo una prima esperienza con una gelateria in provincia di Reggio ha deciso di allagarsi approdando a Formigine quasi un anno fa. Cosa significa gelateria naturale? «Non utilizzare basi pronte - ha risposto Martinelli - industriali o prodotti semilavorati. Bisogna puntare sulla stagionalità e genuinità degli ingredienti». Il giovane produce anche torte da pasticceria e torte gelato tutto rigorosamente all’ultimo minuto. Infine, ultima tappa del tour è stata nella gelateria Gelato di Spilamberto. Situata all’ombra del Torrione, la gelateria che si è aggiudicata il novantasettesimo posto in classifica è, da dieci anni, nella mani di Claudio Baracchi e Lina Cassetta. Anche in questo caso stagionalità dei prodotti e utilizzo di ingredienti locali, come l’aceto balsamico tradizionale di Modena, sono alla base di un gelato di qualità.