Laura Caputo di Mafia Free: «Modena e la Bassa dormono»

Sei fasce tricolori ieri si sono sistemate sui banchi del processo Aemilia, a metà dell’aula speciale. Una presenza istituzionale formata da 4 sindaci e due assessori reggiani che hanno preso posto...

Sei fasce tricolori ieri si sono sistemate sui banchi del processo Aemilia, a metà dell’aula speciale. Una presenza istituzionale formata da 4 sindaci e due assessori reggiani che hanno preso posto durante l’udienza, «per testimoniare il nostro sostegno a un tribunale che lavora invece che chiudere per ferie» dice il sindaco di Rubiera, comune “Mafia free”. Un riconoscimento offerto dalla “Rete dei Comuni Mafia free”, che va agli enti posti sotto l’occhio vigile di Laura Caputo, ex giornalista divenuta l’anima della Rete, e presente ieri in aula, dove non ha risparmiato stoccate. «La Rete è nata per evitare la solitudine dell’uomo unico al comando - ha detto Caputo a margine del processo Aemilia - I sindaci per essere ammessi vengono scannerizzati. Parliamo di sindaci onesti che possono avere poi la possibilità di confrontarsi tra loro per difendersi dalle infiltrazioni o respingerle quando ci sono». Se Reggio è l’epicentro dell’infiltrazione, Modena, Parma e Mantova ne sono le propaggini. «Sui miei sindaci “Mafia free” il giudizio è ottimo - dice con un sorriso Caputo - Direi che la provincia di Reggio si è svegliata. Gradirei altrettanto poter dire di Modena visto che io vengo da Modena. Ma mi sembra che lì dormano un ancora un po’». Mafia free: a Reggio ha fatto proseliti mentre nel Modenese gli accordi sono fermi al palo. Caputo ha puntato il dito contro alcuni comuni della Bassa che avrebbero rifiutato l’adesione alla Rete.