Caldo horror a Modena, termometri sui 40° Oggi previste le punte massime

Sui social impazzano le foto di rilevatori con temperature mostruose. Allarme rosso dalla Regione Niente tregua di notte, mai sotto i 25° negli ultimi giorni. L’Osservatorio Meteo: «Misure record»

MODENA. Ecco, adesso abbiamo capito che cos’è la notte tropicale, quella in cui la minima non scende sotto i 20°. I modenesi però nelle ultime due settimane hanno fatto i conti con un caldo notturno afoso, che non è mai venuto meno e il termometro è rimasto abbondantemente sopra quella soglia.

In ogni caso l'ondata di calore non molla e nessuno realmente è in grado di prevedere quando si abbasseranno le massime anche se da domenica potrebbero esserci condizioni meteo in quota che potrebbero incrinare la muraglia rovente. Ieri comunque le massime hanno superato i 39° nelle rilevazioni scientifiche del nostro ateneo, con apparecchiature sistemate in città, in altezza e in zone aperte. I pendolari che sono andati in stazione anche ieri si sono scambiati sui telefonini le foto del rilevatore della vicina farmacia: + 44°.


Il caldo è all’ordine del giorno anche nelle chat dei telefonini dove le foto dei termometri da casa, magari sui balconi, sfiorano i 50°: scientificamente non avranno valore ma danno bene l’idea di quanto gli appartamenti siano diventati dei forni roventi perchè i mattoni sono surriscaldati e trasmettono calore all’interno come termosifoni, anche di notte.

Da ieri l’allarme rosso dell’Agenzia regionale per l’ambiente avvisa che anche oggi e nei 238 Comuni da Piacenza a Rimini si prevedono temperature estreme, per 48 ore, con massime intorno ai 37°-38° gradi, con punte sui 40, e minime notturne sopra i 25°.

A far “scattare” l'indice di pericolosità, è la permanenza per il terzo giorno consecutivo di condizioni di scarsa ventilazione, forte umidità e di caldo record; l'assenza di recupero notturno prolunga e aggrava le condizioni di disagio e di stress per l'organismo.

«Una giornata rovente» così definisce il 2 agosto una nota dell’Osservatorio Meteo dell’Università che ha a disposizione la stazione storica di rilevamento posta sul torrione orientale del Palazzo Ducale, dove si sono toccati 37.5°C.

Più elevate le temperature in periferia: al Campus di Ingegneria si è arrivati a 39.7°C, mentre al Campus universitario San Lazzaro di Reggio Emilia addirittura 40.2°C. Molto simili le temperature di ieri.

«Con la giornata di mercoledì - spiega Luca Lombroso, responsabile dell’Osservatorio - per quanto riguarda le massime misurate nella stazione storica del Palazzo Ducale di Modena a memoria di annali dell’Osservatorio che partono dal 1830 abbiamo tre soli eventi storici di tale insistenza e risalgono alla ondata di caldo dell’estate 2003, a quella breve ma a cui appartiene il primato assoluto, del rovente fine luglio 2013, e a quella di fine luglio 1983».

Le uniche giornate più calde sempre presso la stazione di Piazza Roma a Modena si sono avute il 29 luglio ’83 con 38.5°C, quindi il 28 luglio 2013 (38.2°C), e poi ancora il 21 luglio 1983 (38.0°), il 6 agosto 2003 (37.9°C) ed il 10 e 11 agosto 2003 entrambi con 37.6°C.

«Soprattutto oggi – continua Lombroso – questi valori saranno insidiati dalla mega ondata di caldo, un termine in uso anche nella letteratura scientifica».

Intanto ieri alle ore 13.00 i termometri “ufficiali” dell’osservatorio hanno raggiunto i 35°C in centro, 37.1°C in periferia e 36.8°C nella periferia di Reggio, quasi due gradi più di mercoledì allo stesso orario. La giornata più calda? Oggi, ma è difficile fare stime.

«Poco importa - conclude l’Osservatorio Meteo con il responsabile Luca Lombroso - se saranno battuti o meno i record. La sostanza è che l’ondata di caldo è l’ennesima conferma, se mai ce ne fosse bisogno, che non siamo di fronte a una situazione eccezionale ma a una nuova normalità con cui dovremo fare i conti a seguito dei cambiamenti climatici».

E le previsioni? Poche e striminzite anche su breve periodo, anche dai parte di chi effettua rilevazioni professionali perchè gli specialisti sono assillati dalle richieste di chi chiede non variazioni di un grado in più o in meno ma la fine della persecuzione di un caldo che non dà tregua nè di giorno nè di notte. E intanto si fa fosco il quadro della siccità, perchè chi deve lavorare all’esterno o nelle officine non può certo contare sull’aria condizionata o sui ventilatori.

I consigli per difendersi dall’ondata di calore sono legati all’alimentazione, privilegiando frutta e verdura e limitando al massimo alcolici e cibi salati, all’isolamento termico, anche chiudendo le tapparelle di giorno per diminuire l’irraggiamento solare; unica concessione all’aria aperta con finestre aperte di notte. Infine docce frequenti: l’evaporazione dà la sensazione di fresco. E sul web impazza il fai-da-te: il consiglio last minute è quello di tenere in frigo le lenzuola (chiuse in buste di plastica) per metterle sul letto prima di dormire. Provare per credere.

Saverio Cioce