Io lavoro/ Paolo Pigozzi il videomaker diventato regista: «Dialogo con le immagini»

Pigozzi regista e videomaker: «Dalla musica ai film, racconto con la telecamera»

Paolo Pigozzi, videomaker e regista: "Dialogo con le immagini"

MODENA. Una passione per il cinema che l’ha portato, dapprima a frequentare il Dams a Bologna con indirizzo cinema e poi, all’età di 23 anni a realizzare uno dei suoi sogni: girare un film tutto suo.

Questa è la storia di Paolo Pigozzi, giovane modenese che, poco più che ventenne, si è buttato in tutto e per tutto nella realizzazione di “La Sesta Notte”, un horror movie girato nelle zone dell’Appennino modenese - Reggiano che ha presentato qualche mese fa al Cinema Victoria. Un film che Paolo ha realizzato tutto da solo, anche dal punto di vista economico e che ha aperto la strada al suo nuovo lavoro: videomaker professionale e regista. Una formazione continua la sua perché, come sostiene lui stesso «Non si smette mai di imparare e quando ami una professione vuoi apprendere il più possibile».

Come ha iniziato ad avvicinarsi al settore del video?

«Come tanti della mia generazione ho iniziato emulando video visti su Youtube e già dalle superiori avevo questa passione e con alcuni amici abbiamo aperto un canale sempre su Youtube. Da lì mi sono reso conto da subito che per me era qualcosa di più di una semplice passione, sentivo che era quello che volevo fare. Così, per il mio 18esimo compleanno mi sono fatto regalare una macchina fotografica e ho iniziato anche a sperimentare la fotografia e i video. Mi ricordo che i miei primi “clienti” sono stati Benji & Fede, agli albori della loro carriera e il loro primo video musicale l’ho girato io».

Una carriera iniziata con i video musicali…

«Si da Benji & Fede dopo ho collaborato con tanti artisti modenesi e devo dire che la musica e i video musicali sono sempre stati una costante del mio lavoro, anche oggi. Oltre ai video ho sempre realizzato anche i video delle serate in discoteca, che qui a Modena sono molto di moda. Non solo le classiche foto della serata in discoteca ma video. Un’esperienza molto interessante».

Poi, qualche anno fa è arrivato il film, come è nata l’idea e come lo ha realizzato?

«Intanto vorrei premettere che questo film non poteva esistere senza il lavoro che sto svolgendo. La mia passione è proprio la regia però ci sono voluto arrivare da autodidatta, volendo fare e imparare più ruoli differenti. Durante la lavorazione del film, io mi sono occupato di tutto, dalle riprese, al montaggio, tutte le fasi della post produzione, ho recitato. Questo perché secondo me la figura del regista deve sapere cosa chiedere ai suoi collaboratori e deve sapere di cosa si tratta e poi perché mi affascina ogni risvolto del mondo cinematografico. Grazie alle base che avevo sono riuscito a girare tutto da solo, affiancato dal mio team che mi ha supportato nelle varie fasi della realizzazione».

Lei ha scelto un mestiere creativo, attuale e stimolante, cosa vuol dire svolgere questaprofessione per lei?

«Ho sempre avuto difficoltà ad esprimere quello che realmente sentivo, non sono mai stato una persona timida ma non riuscivo mai ed esternare tutto me stesso e quello che pensavo. La telecamera invece da subito mi è sembrato il mezzo ideale per dialogare con le persone. Ogni volta che riuscivo a fare qualcosa con le mie mani, una ripresa, sentivo di essere vivo. Sensazione che provo anche oggi quando impugno la telecamera».

Oggi come lo vede questo settore?

«La richiesta c’è, questo è un settore che offre un servizio e un prodotto di cui ce n’è sempre bisogno. È un settore in continua evoluzione, ci sono sempre novità, attrezzature nuove, molto stimolante. Io mi rendo conto di essere ancora uno studente pur lavorandoci da anni. Sicuramente è uno dei settori più stimolanti per i giovani e che può reggere anche negli anni».