Gambizzato a Savignano: il sospettato è in carcere

Il 37enne di Vignola, già indicato dalla vittima, si è consegnato in Romagna Un giudice non convalida il fermo fatto dai carabinieri ma lo manda in galera

SAVIGNANO. Erano bastati pochi giorni ai carabinieri della Compagnia di Sassuolo per individuare il 37enne F.R., l’uomo indicato dalla vittima come colui che gli aveva sparato alle gambe nel parcheggio di via Magazzeno. I militari avevano rintracciato il vignolese, al momento disoccupato e vecchia conoscenza dell’Arma, a Bagnacavallo, paese ravennate dove aveva trovato ospitalità presso l’abitazione di un conoscente e dove si è consegnato.

I carabinieri sassolesi e di Savignano hanno quindi operato il fermo del 37enne, mettendolo poi a disposizione dell’autorità giudiziaria che, per competenza territoriale (l’operazione è avvenuta in Romagna), aveva la giurisdizione. Nella comprensibile discrezione con cui i carabinieri si sono mossi ieri si è arrivati a fare chiarezza su una sparatoria per certi versi misteriosa vista la scelta di non divulgare notizie ufficiali.


«All’esito di complesse indagini svolte dalla Compagnia Carabinieri di Sassuolo coordinate dal Sostituto Procuratore Luca Guerzoni - scrive il Procuratore capo di Modena, Lucia Musti - l’Arma ha disposto il fermo di un cittadino italiano, con precedenti penali di anni 37, nella provincia di Ravenna in ordine al delitto di lesioni gravi a mezzo di arma da fuoco. Il pubblico ministero di turno della Procura ravennate ha chiesto al Gip la convalida del fermo e l’applicazione della misura della custodia cautelare in carcere. Il Gip di Ravenna in data 16 agosto ha emesso provvedimento nel quale non è stato convalidato il fermo, è stata disposta la misura della custodia cautelare in carcere, è stata rilevata l’incompetenza per territorio. Gli atti sono stati quindi trasmessi a questa Procura della Repubblica che, il 23 agosto, ha rinnovato la richiesta di applicazione della misura della custodia cautelare in carcere nei confronti di R.F. La richiesta è al vaglio del Gip Andrea Romito nei tempi di legge».

In sostanza gli investigatori sono convinti di aver fermato colui che aveva sparato a Hicham Hafid, 39enne marocchino. Nel frattempo gli accertamenti dei carabinieri continuano sia per dare certezze al movente - si è sempre parlato di motivi passionali in quanto il vignolese è ora il compagno dell’ex moglie del marocchino, la cui relazione si era bruscamente interrotta - sia per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti. Accertamenti e riscontri necessari alla luce della diversa ricostruzione fornita dall’uomo ferito e dal principale sospettato sui momenti dell’agguato nel parcheggio di via Magazzeno. Perché il 37enne, pur ammettendo di essere stato presente, ha negato di aver sparato, raccontando di aver udito le esplosioni alle proprie spalle e di essere fuggito per evitare problemi che non voleva. (fd)
 

La guida allo shopping del Gruppo Gedi