Modena, l'assessore Urbelli: «Il reddito di inclusione arma contro la povertà»

La novità introdotta dal governo potrebbe portare aiuto a circa mille famiglie. Nel 2016 il Comune ha dato sostegno a 1200 nuclei per complessivi 2,5 milioni

MODENA. Il Comune di Modena pronto a sostenere un maggior numero di famiglie in difficoltà grazie alle novità introdotte dal decreto del governo che introduce il reddito di inclusione, ovvero l’aiuto economico per nuclei senza reddito. La conferma arriva dall’assessore al Welfare Giuliana Urbelli.

«Non possiamo che apprezzare la notizia che la misura di sostegno alla povertà e all'inclusione sociale avviata in modo sperimentale lo scorso anno, è diventata strutturale con l'approvazione del decreto legislativo del Governo - commenta Urbelli- Il Rei, Reddito di inclusione sostituirà il Sia (Sostegno all'inclusione attiva) fornendo una previsione strutturale che consentirà una migliore programmazione per quanto riguarda la progettazione individuale e la certezza del finanziamento».


La novità avrà immediata applicazione anche nel modenese dove nel 2016 il solo Comune di Modena ha sostenuto oltre 1200 nuclei in difficoltà erogando complessivamente contributi economici per 2,5 milioni di euro dedicati per oltre il 50%al mantenimento dell’abitazione, ma sono ben di più i nuclei seguiti dai Servizi anche con altri tipi di intervento.

«L’aspetto più importante – sottolinea Urbelli – è l’aver innalzato del doppio il limite Isee per l'accesso al beneficio, che è passato da 3 mila a 6 mila euro, come avevano chiesto le amministrazioni dell’Emilia Romagna, speriamo possa consentire anche a Modena a molte più famiglie in condizione di disagio di accedere al Reddito di inclusione, nuclei che pur essendo in gravi difficoltà erano rimaste escluse dal precedente dispositivo. Basti pensare che da settembre ad oggi delle circa 800 domande, presentate agli uffici dei Servizi sociali del Comune per ottenere il Sia, appena 250 avevano i requisiti per poter essere accolte e quindi per ricevere il beneficio erogato dall’Inps. Aspettiamo quindi di vedere l’applicazione della nuova misura nazionale, così come ci stiamo preparando all’entrata in vigore, attraverso l’approvazione dei provvedimenti attuativi, del Res il Reddito di solidarietà introdotto a livello regionale. Tutti interventi – precisa Urbelli - che si collocheranno a rinforzo delle misure per contrastare la povertà» Il nuovo reddito di inclusione, in partenza da gennaio, dovrebbe basarsi sulla stessa logica del Sia, che prevede l'adesione del nucleo familiare interessato ad un progetto personalizzato di inclusione sociale o lavorativa, quindi rivolto a percorsi di avvicinamento al lavoro.

«Una logica – osserva l’assessore al Welfare - che condividiamo profondamente e che come Comune avevamo anticipato con il Patto sociale finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio con il quale si chiedeva l’assunzione di specifici impegni, dal volontariato finanziando azioni finalizzate ad acquisire competenze e abilità spendibili nel mercato del lavoro».