Carpi, la Festa dell’Aratura si arrende

Norme di sicurezza dispendiose e calo di presenze: dopo 34 anni non si farà più

CARPI Cala il sipario su una delle manifestazioni più importanti e storiche della città. «Sono costretto a comunicarvi questa notizia ma, credetemi, lo faccio con il cuore pesante»: queste le parole con cui Giancarlo Veroni, presidente dell’associazione Amici del Cibeno, ha iniziato, martedì sera presso l’Area Zanichelli, il suo discorso più difficile, rivolto alla platea dei 220 volontari della 34° Festa dell’Aratura riuniti per la tradizionale cena finale: l’ultima. L’annuncio riguarda la 35° edizione, quella che si sarebbe dovuta svolgere nel 2018, e che invece non avrà luogo. «I motivi sono diversi – ha spiegato Veroni – Oltre all’invecchiamento dei volontari, le conseguenze delle norme introdotte dal Ministro degli Interni, Franco Gabrielli, in seguito ai fatti di Torino e per adeguarsi alle quali sarebbe richiesta una spesa di decine di migliaia di euro che non possiamo permetterci. Infine, un calo di presenze, dovute anche all’impossibilità di svolgere concerti, proprio a seguito delle norme di sicurezza, che richiamavano un vasto pubblico anche dal reggiano e che ha causato una diminuzione degli introiti del 25%. Ci dispiace, ma non siamo più in grado di continuare». Tanti i fondi raccolti dalla manifestazione in questi 34 anni: 422 mila 764 euro dal 1983 a oggi, convogliati ad Amo (75 mila euro), AvisS (45 mila), Associazione Calcio Cibeno (65 mila), Lilt (22 mila), Ushac (66 mila), Protezione Civile (14 mila) e tanti altri ancora. (v.c.)