Modena: meno cerimonie e riti religiosi in Duomo, è polemica

Un documento della Curia limita l’operato di don Orfeo: «Le cose stanno cambiando». Si teme per l’ingresso a pagamento

MODENA. Che ne sarà del Duomo quando non sarà più parrocchia? Ci sarà ancora spazio per i fedeli e le liturgie o si avvia a diventare un contenitore di eventi e una sorta di museo, magari con ticket a pagamento per entrare? La domanda arriva da alcuni fedeli venuti a conoscenza di due cambiamenti importanti e per loro inspiegabili: la soppressione della messa feriale delle 12 – l'unica in città – e la cancellazione dell'appuntamento dell'Adorazione Eucaristica, che si teneva in cattedrale al pomeriggio, trasferita a Sant'Eufemia, la piccola chiesa dipendente dalla parrocchia del Duomo nella omonima via.

Stupore e preoccupazione sono i sentimenti di chi ora ha segnalato il documento affisso da qualche giorno all’interno del Duomo con il quale il Capitolo Metropolitano Modenese annuncia questi due cambiamenti che riguardano la vita spirituale. Un documento affisso in bacheca dal parroco don Orfeo, come tante altre note di servizio, ma che ha attirato l’attenzione. Nel foglio firmato dall'arciprete canonico Luigi Biagini, si legge infatti che nella riunione de 18 agosto «il Capitolo – tra e altre deliberazioni e proposte, come la sospensione della celebrazione della Santa Messa feriale delle ore 12 – ha ritenuto opportuno sospendere anche la preghiera dell’adorazione festiva delle 16.30».


«Nessuno mette in dubbio la validità e l'opportunità di questa iniziativa che hai sostenuto con impegno per tanto tempo – scrive don Biagini al parroco don Orfeo – le cose stanno cambiando e pensiamo sia opportuno rivedere alcune linee liturgico-pastorali della vita nella nostra cattedrale, visto che il nuovo assetto delle parrocchie del Centro storico».

Una concessione: «Verrà mantenuta la preghiera del Vespro Capitolare alle ore 17.30, e alle 17.15 nella Solennità e nei tempi forti».

Poi una spiegazione per la decisone di “togliere” l'Adorazione eucaristica: «I prossimi lavori che saranno effettuati in Cattedrale (per il ripristino post-sismico, ndr) porteranno qualche disagio e limite alle varie celebrazioni, anche diverse liturgie episcopali saranno “trasferite” ad altre chiese».

La notizia del documento tra i fedeli ha richiesto qualche tempo, anche perché affissa nei giorni di ferie, ma ha suscitato perplessità. Certo, l'Adorazione Eucaristica è un ritrovo di preghiera che riguarda una cinquantina di persone in tutto, ma queste fanno notare che è consolidata da anni, ormai, ed è un ritrovo tradizionale tra fedeli. Perché allora spostarla in Sant'Eufemia che è una chiesa piccola, considerando che i lavori in Duomo occuperanno spazio ma forse neppure la metà della superficie?

Ma ciò che più ha colpito è l'espressione «le cose stanno cambiando». I fedeli si chiedono come e perché stanno cambiando. C'è un disegno dietro queste revisioni degli incontri liturgici e pastorali? Se si trasferiscono o si aboliscono incontri di preghiera o messe, che ne sarà del Duomo?

Il testo capitolare richiama la riforma delle parrocchie del Centro storico che prevede proprio per il Duomo la fine dell'esperienza parrocchiale. Tra un anno o due don Orfeo non sarà più parroco e i fedeli saranno distribuiti tra le tre chiese parrocchiali del centro: San Biagio (che incorporerà anche il Tempio), Sant'Agostino e San Francesco (che incorporerà anche San Pietro). Certo, non è una tragedia e anzi forse questo nuovo assetto porterà vantaggi e praticità.

E che cosa ne sarà del Duomo? In effetti di questo aspetto finora non si è parlato. I fedeli invece ne discutono, anche un po' preoccupati. La presenza sempre più consistente di turisti e visitatori porta al sospetto che il Duomo possa diventare un luogo monumentale a pagamento, che presto qualcuno potrebbe imporre un ticket per entrare, come per la Ghirlandina, alla quale il Duomo è legato per le visite culturali. La paura di alcuni fedeli, quindi, è che a fronte di comunicazioni non chiare di cambiamenti siano iniziate manovre per un cambiamento epocale intorno al Duomo, sempre meno luogo di preghiera e sempre più luogo di eventi “spettacolari”. È un timore fondato?