Campogalliano. Artioli e “Lotus Elise” alla Bugatti: «Qui si può ripartire»

CAMPOGALLIANO. Una tesi di laurea per il rilancio dello stabilimento Bugatti. Ecco l’idea di Elisa Artioli, aspirante architetto e nipote di Romano Artioli, presentata ieri durante una visita all’ex...

Amarcord Bugatti, Elisa Artioli con una tesi progetta il suo rilancio

CAMPOGALLIANO. Una tesi di laurea per il rilancio dello stabilimento Bugatti. Ecco l’idea di Elisa Artioli, aspirante architetto e nipote di Romano Artioli, presentata ieri durante una visita all’ex azienda. L’allora amministratore delegato della Bugatti International dedicò a lei la Lotus Elise, che ieri ha solcato di nuovo il luogo assieme a una Bugatti EB110. La studentessa dell’università di Vienna aveva due anni quando apparve al volante della spider Lotus al Salone di Francoforte.



«Ho continuato a chiamarmi Lotus Elise per anni, non volevo scendere dall’auto», spiega Elisa. Era il settembre 1995, il periodo in cui si chiudevano i cancelli di Campogalliano. Nel 2011 spuntò l’ipotesi di un centro commerciale, mai partito. «Quando mio nonno Romano fece rinascere la Bugatti disse “Se non ci pensa nessuno lo farò io” – ricorda Elisa – e io farò lo stesso. Farò un progetto di tesi per ridare una vita a questo posto. Sono contenta lo stabilimento sia rimasto vuoto, ma mi piacerebbe ci fosse lo spirito di una volta. Al tempo questo luogo era all’avanguardia e lo è ancora. Ovvio che ci sono adattamenti da fare in base all’utilizzo. Mio nonno racconta che l’edificio è fatto di vetro perché c’erano le tavole al tempo. L’anno dopo sono usciti i computer e di conseguenza c’era il problema di troppa illuminazione. Questo edificio è però molto basato sulla funzionalità». Una funzionalità che potrebbe essere attuale oggi. La pensa così anche l’imprenditore mantovano, presente alla visita con l’architetto Giampaolo Benedini e il custode Ezio Pavesi. Il primo è stato tra gli artefici dell’epopea Bugatti a Campogalliano, il secondo continua a sorvegliare gratuitamente l’area grazie a un’enorme passione personale per il marchio.

Artioli senior ricorda il celebre motto “Lavorare” e che «le macchine prodotte a Campogalliano hanno dato la svolta». Dinnanzi a un eventuale progetto per un museo l’imprenditore preferirebbe un nuovo stabilimento: «Di musei ce ne sono tanti. È tempo di reinventare l’auto, e questo stabilimento di Campogalliano sarebbe quello adatto per tale progetto».

Gabriele Farina
 

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