Riciclaggio all’estero ed evasione fiscale: arrestati due broker modenesi

I modenesi accusati con altri di associazione a delinquere in tutta Europa: un giro da 144 contratti per 5 milioni d’euro

MODENA. Stipulavano contratti promettendo facili guadagni ai loro clienti tramite oculati investimenti, con fare molto professionale. E parecchi hanno messo a loro disposizione cifre considerevoli: tanti hanno dato 70mila euro, altri 50mila, altri ancora si accontentavano di fornire 10mila euro.

E tra questi, non è escluso, anche risparmiatori modenesi. In tutto, come è stato accertato, almeno 144 contratti per un valore complessivo di oltre 5 milioni. Denaro poi che confluiva all’estero, faceva alcuni giri per “addetti ai lavori” e poi i profitti degli investimenti ritornavano ai clienti mediante carte prepagate registrate perso istituti di credito di Inghilterra e Malta. Un affare, o meglio una serie di reati, tra cui quelli di associazione a delinquere, di abusivismo finanziario e riciclaggio, per i quali ora sono nei guai, assieme ad altre 3 persone, due promotori nostrani. Si tratta del modenese Massimo Seghedoni, 60 anni, che ha uno studio in viale Tassoni, e della sassolese Manuela Taglini, 48 anni: per lui dal Gip è stato disposto il carcere , per lei la misura degli arresti domiciliari. La scoperta di questo “giro” si deve alla Guardia di Finanza di Como, nucleo di polizia tributaria, la cui indagine, coordinata dalla procura di Como, ha permesso di accertare la presenza sul territorio nazionale di una associazione per delinquere di natura transnazionale, perchè operava anche in Austria, Lussemburgo, Malta, Regno Unito, nell’ambito della società M.g.A. Consulting Gmbh. A questa società appartengono appunto Massimo Seghedoni e Manuela Taglini e con loro il milanese 47enne Davide Anselmo Levi e il 56enne Nicola Antonio Aiello ( ai domiciliari), nativo di Catanzaro. Arrestato anche un cittadino austriaco che aveva un ruolo nel traffico. Come funzionava il tutto? I reati di abusivismo finanziario e di riciclaggio venivano perpetrati in particolare attraverso la costituzione, per il tramite di Fruit Mcg società di diritto lussemburghese, della società di diritto austriaco M.g.A. Consulting Gmbh.

In nome di quest’ultima società, veniva svolta dai cinque indagati quali agenti e promotori finanziari, senza alcuna autorizzazione da parte di Banca d’Italia e Consob, una illecita attività di raccolta di somme di denaro in Italia (soldi in parte di provenienza illecita quale profitto di evasione tributaria), attraverso la stipula di almeno 144 contratti di investimento conclusi da rappresentati ed agenti della MgA Consulting Gmbh con un numero considerevole di cittadini italiani per un valore complessivo di 5 milioni di euro.

I promotori avevano la loro fetta di guadagno: le provvigioni spettanti ai cinque indagati quali agenti e promotori finanziari della M.g.A. Consulting Gmbh oscillavano tra il 15% ed il 25% netto delle somme investite dai clienti da questi procacciati; a queste si aggiungeva una percentuale del 5% sul capitale netto conferito dalla rete dei propri collaboratori.

Non solo, era stata creata eveniva gestita una rete finanziaria chiusa denominata piattaforma Asap Vip Club sulla quale era confuito un milione di euro, profitto di reato.

Le somme raccolte tramite MgA Consulting Gmbh, nonché della piattaforma Asap Vip Club venivano fatte confluire su conti correnti esteri e reinvestite in attività speculative di “crowdfunding” utilizzando il conto denominato Asap, così da celare la provenienza illecita di alcuni degli investimenti e restituendo ai clienti i profitti di tali investimenti mediante carte prepagate “Asap” e “Em@ney plc” registrate presso istituti di credito di Inghilterra e Malta. Ma non è finita. Il cittadino austriaco nonché Seghedoni, Levi e Taglini sono inoltre accusati di riciclaggio di somme di denaro proveniente da una evasione tributaria attribuibile ad una cliente di Alberto Brivio. Brivio, in carcere, è accusato di essere uno dei mandanti dell’omicidio ai danni dell’architetto Alfio Molteni. La Procura e la Finanza, che indagavano su questo delitto, hanno scoperto anche il giro di evasione fiscale.

Stefano Totaro