Modena, scarseggia la cannabis medicinale: i pazienti furiosi

Produzione e importazione insufficienti. L’esperienza farmaceutica del dott. Meschiari che rifornisce centinaia di malati

MODENA. Per centinaia di malati modenesi le cure antidolorifiche con la cannabis sono rimaste sulla carta della legge, stata strangolata dal ministero della Sanità.

Con un percorso di guerra fatto di autorizzazioni a cascata e diluite nel tempo, una produzione nazionale - legale - ridotta al lumicino e un’importazione legale dei farmaci dall’Olanda (l’unica ammessa) ridotta a termini risibili, la Lorenzin ha condannato i pazienti di Sla, tumore, epilessia, tumore e altro a un calvario continuo.



Di qui la proposta di Michele emiliano, governatore della Puglia, che ha deciso di rompere gli indugi e ha messo la ministra di fronte alle sue responsabilità: «O il fabbisogno per i nostri malati viene coperto dalla produzione dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare, con quantitativi superiori a quelli realizzati sinora, oppure faremo per conto nostro un’associazione che sta andando avanti a livello sperimentale a Lecce». Sulla stessa lunghezza d’onda anche il governatore della Toscana Enrico Rossi e pure il collega dell’Emilia Romagna, il modenese Stefano Bonaccini, che per ora si è limitato a una dichiarazione in cui chiede di colmare il deficit di cannabis.



Nella nostra regione però, anche trovare i dati sul numero dei pazienti e sui quantitativi di cannabis prescritti per i vari tipi di malattie è molto difficile, nonostante i medici debbano usare una password personale quando prescrivono le ricette al computer. Anche se da un anno e mezzo c’è il disco verde per prescrivere ai malati gli antidolorifici a base di cannabis con il sistema sanitario, e i dati sono raccolti in tempo reale, i numeri sono complicati da raccogliere.

A Modena e provincia però c’è chi si batte professionalmente per garantire ai tantissimi malati che chiedono farmaci a base di cannabis una cura accettabile e soprattutto un’erogazione continua, senza interruzioni. È il caso del dottor Sandro Meschiari, titolare di una farmacia a Nonantola, che da molti anni è in prima linea nella preparazione di preparati galenici. Una passione che ha trasmesso ai suoi due figli, Guido di 32 anni e Giacomo di 24, che lo affiancano come aiutanti nell’esercizio di piazza Guido Rossa, diventato un’oasi per chi soffre.

Cannabis terapeutica. Il malato di sclerosi multipla: «Tempi lunghi e costi elevati per poterla avere»



«La realtà in cui ci troviamo non è facile. I quantitativi di farmaci a base di cannabis arrivano con il contagocce e comunque con tempi e quantitativi che non sono alla pari con le esigenze dei malati - dice - Certo i quantitativi prodotti dai laboratori militari a Firenze non si fa molto in Italia. Di qui la scelta di ricorrere, nel rispetto della legge ovviamente, agli acquisti dalla Bedrocan olandese. Cinque prodotti con concentrazioni diverse di tetracannabinolo e Cbd per le varie esigenze dei malati, che qui sono preparati e distribuiti. I pazienti? Sono di tutte le età e hanno grandi benefici con varie patologie, come possiamo riscontrare. I medici? Lo scetticismo è molto calato, il passaparola dei malati ha fatto il resto. E di fronte a miglioramenti evidenti c’è poco da discutere, è un fatto medico».