Parliamoci. Pd Modena Un candidato, c'è solo un candidato, un candidato...

Per fortuna ci ha pensato il Pd modenese a tranquillizzare tutti, a riportarci alla realtà reale, mettendo in scena “Before”: così si potrebbe intitolare il congresso provinciale, che deve ancora iniziare ma in cui è già stato deciso, prima, chi sarà il nuovo segretario perché tutto rimanga il più possibile uguale, appunto, a prima.

MODENA Girava quasi un po’ la testa in questi giorni a Modena, sentendo parlare di scenari futuri e già presenti, di capitale del digitale, di investimenti in tecnologia da parte di aziende locali che conquistano traguardi e mercati nel segno dell’innovazione, del tentativo di coniugare queste frontiere con i bisogni tradizionali del territorio per ricavarne risposte e progetti.

Con “After”, la kermesse dei nuovi orizzonti, sembrava di essere catapultati in una sorta di realtà virtuale: affascinante e insieme disorientante, come ogni salto in avanti. Per fortuna ci ha pensato il Pd modenese a tranquillizzare tutti, a riportarci alla realtà reale, mettendo in scena “Before”: così si potrebbe intitolare il congresso provinciale, che deve ancora iniziare ma in cui è già stato deciso, prima, chi sarà il nuovo segretario perché tutto rimanga il più possibile uguale, appunto, a prima. Naturalmente in nome dell’unità o almeno dell’unitarietà.

Certificata da un comunicato che avvisa iscritti e anche simpatizzanti che il candidato c’è (“il” candidato, non “un” candidato) e si apre un passaggio fondamentale per il confronto interno: la raccolta delle firme per sostenere la candidatura stessa, occhio alla scadenza dei termini. Certo, altrove, come nella vicinissima Bologna, confusa ma forse ancora percorsa da sussulti di vita e anche battaglia politica si assiste a scontri fratricidi in cui si mischiano le opinioni diverse con le prospettive di carriere personali e riequilibrio degli assetti di poteri. Scena a tratti penosa.

Ma qui a Modena, no, tranquilli, non si ripeterà: qui tutto è a posto, la casa madre è costruita col granito e ha muri molto spessi, così che da fuori non si possano cogliere differenze di strategie, valori e spessori individuali, idee anche contrapposte in cerca di una sintesi. Trovato il punto d’equilibrio, toccherà al prescelto fare l’equilibrista: per garantire gli accordi e rispettare gli impegni. Lo stesso schema, è vero, percorso in un passato recente, chiudendo il discorso nelle stanze dove è ammesso solo chi conta. E vuole continuare a contare: anche legittimamente per carità, ma rinviando sine die qualsiasi forma di ricambio e soffocando sul nascere buona parte di una dialettica che andrà a sfogarsi altrove, magari sui social network.

No, dai: non è il momento per rischiare un percorso innovativo, persino una scelta di rottura o una contaminazione con energie diverse, anche dal punto di vista generazionale (posto che anche molte giovani leve hanno infine docilmente rinfoderato l’ardore e l’entusiasmo dell’età davanti alle piccole convenienze della realpolitik). Vorrete mica rivivere avventurosi azzardi come le primarie per decidere i candidati Pd alle ultime Politiche? Va tutto, per altro, così bene per il Pd di Modena... E squadra che vince non si cambia, anzi, magari la si promuove: Vignola (due volte), Finale, Novi erano amichevoli precampionato. Presto si farà sul serio: Parlamento da eleggere fra pochi mesi, Comuni che pesano fra poco più di un anno, piatto ricco. Vedremo, avanti così, a chi risulterà indigesto.
 

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