Vignola, Pelloni parla di vaccini «E gli alunni con l’Aids?»

Il sindaco: «Assurdo che gli studenti con l’Hiv possano andare a scuola e chi non rispetta l’obbligo venga multato». Calvano (Pd): «Parole inaccettabili»

VIGNOLA. «Quello che qualche genitore mi ha detto sembra paradossale. Anche all’ammalato di Aids si garantisce il diritto allo studio, al non vaccinato lo si esclude dall’asilo nido e dalla scuola d’infanzia o lo si fa pagare una multa qualora non faccia i vaccini in tempi prestabiliti. Questo è un paradosso ovviamente assurdo».

A scuola vaccinati: le regole da seguire



Quella sopra è una citazione di Simone Pelloni, sindaco di Vignola, nel corso di un incontro pubblico sull’obbligo vaccinale nelle scuole avvenuto la settimana scorsa con alcuni genitori che avevano richiesto un incontro in Unione per avere maggiori informazioni sulla legge. Pelloni fa un paragone a dir poco pericoloso tra bambini e ragazzi affetti da Hiv e i loro coetanei non vaccinati. Un argomento che proprio pochi giorni fa Roberto Burioni, direttore della scuola di specializzazione in Microbiologia e Virologia all’università San Raffaele di Milano, ha toccato: «La propaganda antivaccinista fa davvero uscire il peggio del nostro paese. Una delle frasi che ho sempre sentito è “perché un bimbo con l’Aids può entrare a scuola e mio figlio non vaccinato deve rimanere fuori”? La risposta è semplice: il bambino (e l’adulto) affetto da Hiv non è un pericolo per nessuno visto che la malattia non si trasmette con i contatti sociali. Al contrario chi è immunodepresso - per qualunque motivo - beneficia della immunità di gregge, che perdiamo a causa dei genitori che non hanno vaccinato e non vaccinano i figli. Discriminare un bambino o un adulto perché infetto da Hiv è un’infamia delle peggiori». Parole chiare.

Vaccini obbligatori, come mettersi in regola per l'ingresso a scuola



Alle quali si aggiungono quelle di Paolo Calvano, segretario regionale del Partito democratico: «Pelloni pronuncia parole inaccettabili, mettendo a confronto due situazioni incomparabili e discriminando i bambini immunodepressi (ad esempio malati di Aids). Un bambino con malattie immunodepressive, non può vaccinarsi. Ma ha diritto ad andare a scuola. Se un bambino immunodepresso si sedesse di fianco a un bambino non vaccinato - ad esempio per il morbillo - non gli trasmetterebbe la sua malattia. Al contrario, sarebbe lui ad ammalarsi di morbillo e certamente morirebbe. Ed è esattamente per questo tipo di situazioni che abbiamo introdotto la legge sull’obbligo dei vaccini: tutelare i più deboli, garantendo a loro, come ai loro coetanei, pieni diritti. Quello che Pelloni definisce “un paradosso assurdo” è invece una garanzia di diritto alla salute per tutti. Da sindaco dovrebbe saperlo e porsi come il garante del rispetto della legge anziché dire quello che ha detto». (gib)

Vaccini a scuola, dubbi (e risposte) per i genitori