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Modena: boom di furti nelle scuole Il Comune alza le barriere

Negli ultimi giorni raffica di episodi, stanziati finanziamenti per 50mila euro  «L’esigenza di rafforzare le difese oggi è significativa con le nuove tecnologie»

Le intrusioni nelle scuole modenesi segnano in queste settimane un significativo aumento, preoccupante in termini di casi e di frequenza. Solo per citare gli ultimi in ordine di tempo, a farne le spese sono state le scuole elementari Rodari - dove è stato danneggiato il nuovo laboratorio di informatica - l’asilo della parrocchia di San Benedetto e alcune delle aule delle scuole medie Lanfranco. Tutto in una decina di giorni.

Gli aspetti di questa nuova tendenza che prende di mira le scuole s ...

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Le intrusioni nelle scuole modenesi segnano in queste settimane un significativo aumento, preoccupante in termini di casi e di frequenza. Solo per citare gli ultimi in ordine di tempo, a farne le spese sono state le scuole elementari Rodari - dove è stato danneggiato il nuovo laboratorio di informatica - l’asilo della parrocchia di San Benedetto e alcune delle aule delle scuole medie Lanfranco. Tutto in una decina di giorni.

Gli aspetti di questa nuova tendenza che prende di mira le scuole sono duplici: da una parte ci sono gli istituti che investono in didattica digitale, strumentazioni e tecnologie per stare al passo coi tempi; dall’altra ci sono le scuole che nella maggior parte dei casi sono ospitate in stabili ormai datati, dove i serramenti sono ancora quelli degli anni Settanta e di conseguenza la sicurezza dell’edificio, una volta chiuso, non è sempre perfetta, anzi.

Se a questo ci aggiungiamo che i tempi sono di ristrettezza per le amministrazioni locali - si pensi alla situazione della provincia, responsabile delle scuole superiori - è chiaro che la situazione è destinata a peggiorare.

Da un primo censimento effettuato, appare che non tutte le scuole godono del servizio di sorveglianza notturna - un istituto di vigilanza che garantisce alcuni passaggi durante le ore di chiusura, fino all’alba - e che in alcuni casi i sistemi di allarme sono ormai obsoleti. Il problema principale, riscontrato all’interno della maggioranza delle scuole, riguarda soprattutto le uscite di sicurezza: i maniglioni antipanico sono quelli più facilmente violabili in strutture con ormai qualche anno di manutenzione alle spalle.

È anche per questi motivi che il Comune di Modena prevede di investire 50 mila euro nel 2018 per migliorare le misure di sicurezza delle scuole, con particolare attenzione per i cosiddetti sistemi di difesa passiva (dal potenziamento delle porte alle inferriate alle finestre, per esempio) nell'ottica di un generale rafforzamento delle strutture.

Gli interventi verranno realizzati sulla base di un’analisi degli edifici scolastici per individuare le situazioni più a rischio.

La dotazione finanziaria sarà individuata nel bilancio in corso di definizione e il progetto sarà sviluppato in collaborazione tra i Lavori pubblici e l'ufficio Politiche per la legalità e le sicurezze, con la prospettiva di "intercettare" anche contributi regionali.

Da parte dei Lavori pubblici, inoltre, si interverrà in questa chiave, di rafforzamento dei sistemi di difesa passiva, in occasione dei lavori di manutenzione già programmati per la prossima estate, in particolare per quelli legati alla prevenzione incendi che già prevedono, per esempio, un lavoro sugli aspetti strutturali degli accessi. «Gli edifici scolastici non potranno mai essere trasformati in fortezze inaccessibili - aggiungono in Comune - ma l'esigenza di rafforzare le difese si fa più forte in coincidenza con il miglioramento delle dotazioni tecnologiche delle scuole».

Il protocollo d'intesa in corso di definizione tra il Comune (Istruzione e Smart city) e i dieci istituti comprensivi, per esempio, prevede investimenti in laboratori e strumento informatici nell'ambito del Piano nazionale scuola digitale con l'impegno del Comune a raddoppiare il contributo ministeriale. Per difendere al meglio questo patrimonio verranno individuate anche ulteriori risorse per il rafforzamento delle difese passive, mentre lo sviluppo del piano banda larga nelle scuole consentirà di garantire una struttura di sostegno all'implementazione della videosorveglianza.