Nuovo museo a Modena: Bper banca espone i suoi tesori d’arte

Una vera e propria Galleria d’arte permanente che propone importanti opere della storia modenese ed emiliana

Dove c’era lo storico “ufficio titoli” nel palazzo della Banca Popolare dell’Emilia Romagna ora sono arrivati finalmente i tesori d’arte dal ‘300 al ‘700. Non ce ne vogliano i funzionari - scesi di un piano e oggi dotati di uffici nuovi di zecca - ma l’ultimo piano della sede centrale della Bper, con accesso in via Scudari 9, oggi risplende con una trentina di dipinti tra i più importanti della storia modenese ed emiliana.

Bper apre la sua Galleria d'arte



È un nuovo museo, gratuito, a disposizione del pubblico a partire da sabato, con il quale l’istituto bancario mette a disposizione alcuni prestigiosi dipinti. Il nuovo spazio, nato con il coordinamento del responsabile acquisti della banca Sebastiano Simonini, si chiama “La Galleria. Collezione e archivio storico” e via via esporrà quadri della collezione modenese e di altri istituti acquisiti dal gruppo. Si tratta - va ricordato - di uno dei primi tentativi italiani realizzati in modo permanente dalle banche: se si eccettuano le magnifiche Gallerie d’Italia di Banca Intesa a Milano, il progetto Bper è quasi un unicum.


Questi spazi di rappresentanza saranno aperti fino al 7 gennaio ogni settimana dal giovedì alla domenica (gli orari sono 10-13 e 14-18), poi dal 12 gennaio lo saranno per il primo week end di ogni mese venerdì compreso. Si parte con la mostra “Uno scrigno per l’arte. Dipinti antichi e moderni dalle raccolte di Bper Banca”, curata da Lucia Peruzzi. L’esperta, che segue da una trentina d’anni il lavoro iniziato dall’ex presidente Franco Battini (scomparso nel 2002) e dagli storici Carlo Volpe e Daniele Benati, ha messo insieme il meglio per il primo appuntamento. Lo spazio è suddiviso per secoli e il percorso si apre con quello che forse è il capolavoro di proprietà Bper: “L’adorazione del Bambino con S.Bernardino e il padre eterno in cimasa” di fine ‘400 di Cristoforo da Lendinara, opera legata a Lionello d’Este e Piero della Francesca. Straordinarie anche le tavole del modenese Francesco Bianchi Ferrari e Girolamo da Cotignola e soprattutto le tavolette dei santi Pietro e Paolo del Bertoia, tutti artisti del XVI secolo. Ci sono poi opere importanti come il Contadino di Bartolomeo Passerotti e un bellissimo Gaspare Venturini proveniente dal Palazzo dei Diamanti di Ferrara. Per il ‘600 ci sono i notissimi Ludovico Carracci, Guido Reni, Giovanni Lanfranco, Guercino e Ludovico Lana che lavorò molto per gli Este. Il tour si chiude un opere provienienti dalla Campania tra cui svettano quelle di Giuseppe Palizzi.

«Sono emozionato - spiega il presidente di Bper Luigi Odorici - perché qui feci l’esame di ammissione in banca molti anni fa. Oggi abbiamo l’arte e siamo contenti di offrire questo scrigno alla città: il nostro mestiere forse è arido e privo di poesia, ma dimostriamo che non siamo solo business».

L’obiettivo è stato raggiunto dal dirigente bancario Sebastiano Simonini: «Non è stato semplice, ma sapevamo che la nostra banca ha circa 400 opere di nuclei collezionistici molto importanti, che dovremo restaurare ed esporre. Solo la storica collezione Bper ha oltre 100 pezzi che prestiamo spesso in giro per il mondo. Siamo un cantiere artistico e abbiamo già una serie di idee».

Chiude la storica dell’arte Lucia Peruzzi: «Parte delle opere sono fisse e parte le cambieremo di tanto in tanto. Per ora mettiamo in luce alcuni campi d’opera della collezione modenese - certo integrata da opere delle banche de L’Aquila e della Campania - che fu iniziata negli anni ’50 seguendo da subito caratteri di acquisizione scientifici».

Stefano Luppi