Nuovo blitz animalista contro il prete cacciatore di Torre Maina

Manifestanti a Torre Maina di Maranello per attaccare don Pierino, appassionato cacciatore. La rabbia dei fedeli: «Cartelloni orribili: sono dei vili, è un ottimo sacerdote»

A Torre Maina blitz animalista contro il prete cacciatore

MARANELLO. Una battuta di caccia a dir poco infruttifera quella degli animalisti, che ieri mattina si sono presentati, con cartelli e striscioni, davanti alla chiesa di Torre Maina per contestare il parroco-cacciatore: don Pierino infatti non c’era e gli animalisti, meno di una decina, dopo alcuni minuti di sit-in, prima sul sagrato poi in un adiacente spiazzo, hanno fatto dietro front, senza riuscire a confrontarsi col sacerdote.

Quella di ieri non è la prima manifestazione che gli ambientalisti inscenano contro don Pierno Sacella, il parroco di Torre Maina, appassionato cacciatore che detiene diversi fucili e che in passato aveva anche avuto qualche guaio a causa di una battuta fuori dai periodi previsti dalla legge. In passato, però, i dimostranti si erano limitati a tappezzare il paese di cartelli, con frasi tipo “Un servo di dio cacciatore? Come se il demonio celebrasse la messa”, senza apparire di persona, come invece è accaduto ieri tra gli sguardi sgomenti e un po’ arrabbiati di tanti parrocchiani che, nonostante l’assenza di don Pierino, si erano recati alla messa del mattino in occasione della festa dell’Immacolata. I fedeli, vedendo il gruppo sul sagrato con cartelli accusatori nei confronti del sacerdote, hanno avvisato i carabinieri che una volta arrivati hanno fatto spostare i dimostranti in un parcheggio che si trova a pochi passi dalla chiesa. La manifestazione si è svolta in totale tranquillità, senza alcun tipo di tensione, ma alcuni hanno avuto paura.

«Ho temuto che assaltassero la chiesa - afferma all’uscita dalla messa una donna - e anche i carabinieri infatti sono entrati per vedere che qualcuno non si fosse intrufolato tra i fedeli. Tra l’altro sui cartelli c’erano frasi orribili, offensive. Va bene esprimere il proprio parere, contestare, ma i modi non sono questi». Frasi tipo “28 fucili 0 pietà Don Sacella vergogna della comunità” o peggio ancora il misero e infimo paragone di don Pierino ai pedofili.

Rabbia, dunque, in particolare per il tenore delle frasi sui cartelli: «Sono dei vili – ha fatto eco un’altra donna presente alla Messa – e non sanno assolutamente tutto ciò che di buono e bello sta facendo don Pierino per la nostra comunità. Io non giudico le scelte delle persone, e credo che dal momento che andare a caccia, attenendosi alle regole, è lecito non si possa colpevolizzare nessuno». Una difesa molto simile a quella che in passato aveva usato lo stesso parroco, che aveva anche ribadito come per la religione cattolica la caccia non sia affatto un’attività immorale.

«È un’attività lecita se svolta nel totale rispetto delle leggi dello Stato - aveva affermato il sacerdote in un’intervista che scatenò il primo “raid” con cartelli e striscioni - e non sono sicuramente l’unico sacerdote cacciatore in Italia. Dal comandamento di non uccidere le bestie sono escluse. I fedeli dicano quel che vogliono, il mio è un hobby: se caccio un capriolo organizzo un bel pranzo con tutti i parrocchiani, e dovete vedere che festa ogni volta».

A difendere l’hobby di don Pierino, ieri, sembravano essere un po’ tutti i suoi parrocchiani: «Per fortuna tutto è stato molto tranquillo e senza tensioni - ha spiegato il titolare della trattoria Zanichelli, che si trova proprio di fronte alla chiesa - ma sono certo che se don Pierino fosse stato qui avrebbe cercato un confronto, un dialogo coi manifestanti, e probabilmente li avrebbe pure convinti».