Emilia Romagna, allarme borse di studio: in tremila restano senza

Uno studente su sette non ce la farà ad avere la borsa di studio alla quale ha diritto. tagliati i fondi: non era mai accaduto

MODENA. Uno studente su sette non ce la farà ad avere la borsa di studio alla quale ha diritto.

È il quadro che sta emergendo a livello regionale e che sta suscitando polemiche e proteste negli ambienti universitari e non solo.


L’Agenzia regionale per il diritto allo studio non riuscirà, almeno nell’immediato, a garantire la copertura delle borse di studio all 100% degli aventi diritto. Ci saranno così idonei di serie A (l’85,2%) che l’avranno e altri di serie B (il 14,8%) restante che si dovranno accontentare della gratuità dell’alloggio e della mensa. «La Regione ha già stanziato sul diritto allo studio universitario 22 milioni di euro, un milione di euro in più rispetto allo scorso anno - ha detto Patrizio Bianchi, assessore regionale all’Universi alla Consulta degli studenti - ma con la quota di Fondo che al momento è garantita all’Emilia-Romagna a livello ministeriale possiamo coprire l'85,2% degli aventi diritto. Un risultato che non ci soddisfa, l’Emilia-Romagna è la regione che investe di più in diritto allo studio e l’unica regione che ha sempre garantito il 100 per cento delle borse e anche quest’anno è il nostro obiettivo e chiediamo a tutti di impegnarsi al massimo per raggiungerlo».

Bianchi ha specificato anche che «il decreto del ministero di riparto del Fondo Integrativo nazionale ancora non è stato definito» e che in Emilia Romagna «quest'anno gli studenti fuori sede sono aumentati del 20,03%». E gli studenti hanno iniziato a far sentire la loro voce.

«È inaccettabile: per la prima volta in Emilia Romagna viene chiusa la porta in faccia a 3147 studenti e studentesse che fanno affidamento sulle borse di studio regionali per poter studiare», ha attacco Claudia Wildner, presidente della Consulta regionale degli studenti, che annuncia un possibile ricorso.

«Chiediamo la convocazione di un tavolo regionale che coinvolga i rettori, studenti e le istituzioni – ha aggiunto il presidente della Consulta -. Non si possono accettare mediazioni che compromettano il diritto di potersi costruire il proprio futuro. Se non si troverà una soluzione l'unica strada possibile sarà quella del Ricorso agli organi competenti». Richieste ferme giungono anche dall’Unione degli universitari (Udu), secondo cui «le borse di studio devono essere erogate al 100% degli studenti idonei». Per il sindacato studentesco «il ministero deve porre subito rimedio a questa situazione e considerare il diritto di studio come priorità per il nostro Paese. Qualsiasi soluzione di ripiego proposta per noi è irricevibile, costituirebbe un pericoloso precedente». «È inaccettabile che il diritto allo studio nel nostro Paese sia un rimborso incerto quando invece dovrebbe essere un diritto garantito fin dall'immatricolazione», hanno ribadito da Link Modena, che anticipa una mobilitazione «affinché la Regione ponga subito rimedio a questa drammatica situazione, con risorse aggiuntive». E ieri dalla Regione è arrivata la notizia che l’assessore Bianchi ha scritto una lettera al ministro dell’Università Fedeli per chiedere senza tanti giri di parole che l’impegno di coprire anche quest’anno il 100% delle borse di studio sia mantenuto con i fondi statali. E ha convocato i rettori dell'Emilia-Romagna per valutare insieme come procedere. «Il Ministero - aggiunge Bianchi - deve provvedere al riparto tenendo conto dei fabbisogni effettivi e non del dato storico. L'Emilia-Romagna è la Regione che eroga il maggior numero di borse di studio, con 20.950 studenti che hanno avuto il beneficio nell'ultimo anno».