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San Felice, Tipì: conclusi i laboratori di teatro partecipato

Oltre quaranta persone, dai 4 ai 67 anni, sono state coinvolte dall'iniziativa della Bassa modenese

SAN FELICE. Sono 44 le persone – dai 4 ai 67 anni – che, il 26 novembre e il 10 e 17 dicembre a San Felice sul Panaro - hanno partecipato alle tre giornate di laboratorio di Malvagio, il nuovo progetto di TiPì – Stagione di Teatro Partecipato, nato nel 2016 e ideato dal gruppo teatrale Bassa Manovalanza per portare nella Bassa modenese, tra le aree maggiormente colpite dal sisma del 2012, il teatro come strumento per la comunità.

Tra gli altri, hanno preso parte all’esperienza un intero nucle ...

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SAN FELICE. Sono 44 le persone – dai 4 ai 67 anni – che, il 26 novembre e il 10 e 17 dicembre a San Felice sul Panaro - hanno partecipato alle tre giornate di laboratorio di Malvagio, il nuovo progetto di TiPì – Stagione di Teatro Partecipato, nato nel 2016 e ideato dal gruppo teatrale Bassa Manovalanza per portare nella Bassa modenese, tra le aree maggiormente colpite dal sisma del 2012, il teatro come strumento per la comunità.

Tra gli altri, hanno preso parte all’esperienza un intero nucleo familiare e altri 9 semi-nuclei formati da un genitore con figlio o figli.

Ciò che emerso dai laboratori si è rivelato determinante per inquadrare meglio il taglio da dare allo spettacolo Malvagio, che andrà in scena il 16 marzo al Teatro delle Moline di Bologna, con repliche il 17 e 18, la cui sinossi iniziale si è trasformata per andare incontro alle suggestioni proposte dai partecipanti: il confronto con diverse età ed esperienze ha fornito nuove prospettive e in particolare, i drammaturghi del gruppo Bassa Manovalanza hanno sentito il bisogno di includere il punto di vista dei bambini, i quali hanno espresso - forse meglio di chiunque altro - un'idea molto chiara della giustizia e del suo opposto.
Il lavoro ha toccato diverse espressioni del linguaggio teatrale: improvvisazione, lavoro sul corpo del personaggio, scrittura drammaturgica; particolarmente significative sono state le "incursioni" all'esterno, attraverso le quali i partecipanti hanno esplorato il paese, intervistando gli abitanti sul loro rapporto con la giustizia e la legge, e riportando poi - attraverso il linguaggio teatrale - l'esito delle loro osservazioni all'interno del laboratorio. Sono state realizzate interviste anche all'interno del laboratorio stesso.

Ne è emerso un bagaglio creativo composto non solo da suggerimenti drammaturgici ma anche di messa in scena, che verranno ulteriormente sviluppati in primavera, con la ripresa dei laboratori.
Le attività di TiPì riprenderanno infatti nel 2018: i mesi invernali vedranno nascere iniziative all'interno di scuole elementari, medie e superiori tra San Felice e Mirandola, che coinvolgeranno gli studenti con letture sul tema legalità e nuovi laboratori partecipati.
Attualmente, il gruppo Bassa Manovalanza è alla ricerca di fondi e ospitalità per realizzare le prove dello spettacolo sul territorio della bassa.

Infine, TiPì è alla ricerca di spettatori appassionati che vogliano formare una commissione artistica indipendente, la quale sceglierà uno degli spettacoli che andranno in scena tra il 2018 e il 2019: la stagione di Teatro Partecipato ha infatti aderito a L'Italia dei visionari, il bando che riunisce 9 enti tra festival e stagioni teatrali, e che prevede di far scegliere tra le compagnie candidate proprio ai "Visionari", ovvero gruppi di spettatori locali.
Chiunque fosse interessato a diventare un "Visionario", o desiderasse maggiori informazioni, potrà inviare una mail all'indirizzo progetto.tp@gmail.com.

"Siamo felici ed entusiasti dell'esperienza appena conclusa – commenta Irma Ridolfini, attrice e coordinatrice del progetto - che ci ha riconfermato il valore dell'incontro con le persone, soprattutto nel confronto su temi così delicati e importanti. I partecipanti ci hanno dato estrema fiducia, mettendosi a nudo e condividendo con noi il proprio vissuto, fornendo linfa vitale allo spettacolo che nascerà. Tutto questo ci rende sempre più determinati a proseguire con attività di creazione partecipata, con la speranza che anche le istituzioni riconoscano il valore di questo tipo di esperienze."