Modena, condominio nel caos, l’amministratore è scelto dal tribunale

L’edificio a lungo gestito in proroga è in difficoltà finanziarie. Respinta la richiesta del professionista che voleva restare

MODENA. «Sarebbe contrario alla volontà di un’assemblea condominiale la nomina del tribunale di un soggetto che l’assemblea ha finora disvoluto fino al punto di non riuscire più a formare una maggioranza».

Con questa conclusione i giudici del Tribunale di Modena hanno deciso autonomamente la nomina dell’amministratore di un condominio in centro storico che da anni è gestito in proroga da un amministratore non rinnovato; palazzo che oggi versa in cattive condizioni e in gravi condizioni finanziarie.


I giudici hanno così ribadito che, se il condominio non riesce a eleggere un nuovo amministratore e alcuni proprietari esasperati si rivolgono al tribunale, non si può certo nominare di nuovo l’amministratore sgradito e in proroga da anni, come chiede lui stesso.

La sentenza della Seconda Sezione Civile del Tribunale di Modena arriva alla fine di un lungo e drammatico braccio di ferro interno a un condominio di via Cavour, curato da un amministratore non rinnovato in una situazione caotica di incapacità elettiva.

L’inghippo che da alcuni anni divide i condomini, secondo un copione tipico, vede alcuni favorevoli all’amministratore scaduto e una maggioranza che non lo vuole proprio, mentre lui continua a gestire in proroga.

La vicenda è scoppiata alcuni anni fa quando non è stato rieletto. È il presidente di una cooperativa che amministra numerosi condomini in città (lo stesso condannato anche in appello dal tribunale civile per un altro condominio). La sua mancata nomina, scrivono i proprietari, è pari alla sua mancanza di requisiti dopo che ha costituito una società cooperativa per amministrare il condominio, situazione non prevista dalla legge secondo chi lo accusa. Da allora si sono succedute tre riunioni condominiali tutte finite in nulla, per mancanza del quorum di partecipanti o per la mancanza di accordo sulla nomina.

In questo modo, anno dopo anno ha continuato ad amministrare lo stesso il condominio, grazie alle proroghe. Nel frattempo alcuni condomini non sono più in regola coi pagamenti e il palazzo naviga in cattive acque. Queste sono le ragioni dei condomini che si rivolgono al giudice chiedendo di nominare l’amministratore, dato che l’assemblea non ci riesce.

L’amministratore sostiene invece che è inammissibile la nomina giudiziaria dell’amministratore dato che non è assente, ma in regime di proroga; sostiene anche che la gestione della sua cooperativa è legittima. Chiede ai giudici di nominarlo ancora in proroga.

I giudici ricordano che al primo incarico annuale in proroga segue per legge un solo rinnovo tacito di un anno con pienezza di poteri e, per il periodo successivo, l’amministratore è scaduto dall’incarico, benché possa proseguire in regime di proroga “d’imperio”, e dunque con limitazione dei suoi poteri, per compiere solo le attività urgenti.

Quindi, ora che l’amministratore non rinnovato ha compiuto due anni in proroga, bisogna per forza nominarne uno nuovo. E la nomina è obbligatoria perché in quel palazzo ci sono più di otto condomini. E, dato che per tre assemblee straordinarie consecutive i condomini non sono riusciti a nominare nessun suo successore, deve intervenire il tribunale. Almeno per terminare la «situazione incresciosa» delle proroghe che durano da anni.

I giudici ora notano che le proroghe devono essere provvisorie ma i condomini non trovano un accordo. Ma chiedere di rinominare questo amministratore non rieletto, non gradito ai più e in proroga è insensato, spiegano i giudici. Se gli altri proprietari lo avessero voluto, non si sarebbe verificata la mancanza di una maggioranza per così tanti anni. E sarebbe contro la volontà del condominio nominare lo stesso che la maggioranza non voleva più. Per questo il tribunale ha nominato un altro amministratore a sua scelta, finora estraneo a quel condominio. Ordinando a quello vecchio di consegnare immediatamente tutta la documentazione al nuovo.
 

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