Castelfrigo, alta tensione tra i sindacati a Castelnuovo

Attacco di Cgil a Cisl: «Trattativa per distruggere il diritto dei lavoratori». Sospeso lo sciopero della fame

CASTELNUOVO. «L’accordo tra la Castelfrigo e la Cisl è stata un’operazione per far fuori tutti i lavoratori che in questi mesi hanno protestato».

Non usa mezzi termini Marco Bottura, segretario della Flai-Cgil di Modena, che ha commentato così la notizia dell’assunzione di 52 ex soci-lavoratori delle due cooperative appaltatrici della Castelfrigo che non hanno preso parte alla protesta e che saranno assunti, a partire dal 2 gennaio e fino al 30 giugno, dall’agenzia per il lavoro “Sapiens” di Mantova potendo in questo modo proseguire la propria attività lavorativa in ditta.

Castelfrigo, il duro attacco della Cgil a Cisl



«L’operazione era già stata preparata dall’azienda con l’appoggio della Cisl e l’accordo siglato il 22 novembre lo dimostra chiaramente», prosegue Bottura. Se da un lato gran parte dei lavoratori delle cooperative Ilia D.A. e Work Service hanno portato avanti in questi due mesi e mezzo uno sciopero ad oltranza contro una procedura di licenziamento di massa nei confronti di 127 dipendenti, dall’altro lato la Fai Cisl Emilia Centrale ha intavolato una trattativa con l’azienda per salvaguardare i lavoratori che hanno invece continuato a lavorare in Castelfrigo.

Era infatti il 22 novembre quando Marco Ganzerli e Vittorio Daviddi della Cisl hanno incontrato presso la sede della ditta l’Rsu aziendale e Cecilia Berselli, rappresentante della Castelfrigo. Si è trattato di un incontro voluto dalla Cisl la quale, si legge nell’accordo, ha “consigliato ai lavoratori suoi associati di continuare l’attività lavorativa al fine di garantire le lavorazioni indispensabili alla sopravvivenza dell’azienda e salvaguardare il loro futuro lavorativo”.

La scelta è stata ben accolta dai vertici della Castelfrigo che si sono impegnati “a ricercare soluzioni di continuità lavorativa per i soci lavoratori che ancora continuano a prestare servizio effettivo all’interno dell’azienda”.

«Il diritto di aderire liberamente a un sindacato è riconosciuto dalla nostra Costituzione, e tale diritto è stato distrutto all’interno della Castelfrigo con la compiacenza della Cisl», termina Bottura.

Con il nuovo accordo siglato da Cisl e Castelfrigo si apre inoltre una nuova fase della vertenza iniziata il 17 ottobre: è stato, in primo luogo, interrotto lo sciopero della fame avviato il 19 dicembre e che ha visto Bottura, insieme a Tano, Martin e Chen non mangiare in segno di protesta per dodici giorni durante i quali hanno vissuto giorno e notte all’interno di due camper nel piazzale antistante la Castelfrigo.

«È stata dura - ha commentato Martin - ma ne è valsa la pena. Adesso dobbiamo proseguire la nostra battaglia, continuando il presidio permanente davanti i cancelli dell’azienda».

I lavoratori in sciopero hanno infatti deciso di proseguire la protesta nel piazzale di Via Allende fino a quando non verranno ri-collocati tutti i soci-lavoratori che sono stati licenziati, rimanendo 24 ore su 24 all'interno della tenda montata davanti i cancelli della Castelfrigo. Verranno al contempo perseguite le azioni legali per impugnare le procedure di licenziamento e saranno infine avviate le pratiche per la richiesta della disoccupazione la quale darà un sostegno economico ai lavoratori durante le settimane che serviranno alla loro ri-collocazione.