Ex cinema Cavour di Modena: indagini sugli occupanti

Trascorso un mese esatto dalla “riapertura” del cinema ad opera del Guernica, la Procura annuncia che sono state avviate indagini su chi ha organizzato e gestito finora l’occupazione dell’ex Cavour. Il procuratore Lucia Musti ha detto che la Digos sta indagando sugli occupanti parallelamente alle indagini condotte dallo stesso ufficio sugli scontri durante la manifestazione antifascista della sera del 15 dicembre.

Trascorso un mese esatto dalla “riapertura” del cinema ad opera del Guernica, la Procura annuncia che sono state avviate indagini su chi ha organizzato e gestito finora l’occupazione dell’ex Cavour. Il procuratore Lucia Musti ha detto che la Digos sta indagando sugli occupanti parallelamente alle indagini condotte dallo stesso ufficio sugli scontri durante la manifestazione antifascista della sera del 15 dicembre.

Che la Procura avviasse un’indagine, era scontato: l’occupazione del cinema non era autorizzata e anzi è nata spontaneamente il 3 dicembre nel corso di una manifestazione attraverso il centro storico contro lo sgombero dell’ex cinema Olympia, in via Malmusi, ordinato pochi giorni prima sempre dalla Procura in accordo col Tribunale. Ora è solo ufficiale: la divisione che si occupa di prevenire e investigare le possibili attività eversive a Modena si sta occupando degli autonomi del Guernica e di tutti coloro che hanno preso parte e ne prendono attualmente all’operazione di apertura dell’ex sala di proprietà della Curia di Modena, una sala che, come noto, sarà destinata a una mensa per i poveri. Il Cavour – come già per l’Olympia in precedenza – ospita anche persone invitate per dibattiti pubblici e anche passanti e curiosi. Non è noto se su queste persone verranno svolti accertamenti.

Proseguono intanto le indagini sugli scontri del corteo antifascista della sera del 15 dicembre, nato in Largo Bologna contro il presidio di estrema destra al Monumento ai caduti contro lo Ius Soli. La Digos sta analizzando un’ingente mole di materiale foto e video, oltre alle testimonianze, per capire chi sono le persone coinvolte nel lancio delle bombe carta contro gli agenti schierati e chi è rimasto coinvolto negli scontri veri e propri. Per ora non risulta che ci siano indagati. Andranno invece identificati, se possibile, tutti coloro che hanno partecipato alla manifestazione col volto coperto, soprattutto quelli in testa al corteo, che venivano da altre città e che hanno aumentato la tensione portando alla carica della polizia contro un corteo per il resto composto da persone pacifiche, a volto scoperto e a mani nude.

Come noto, un punto controverso è la questione dell’autorizzazione sul raduno in porta Bologna. Secondo alcuni anarchici, la richiesta era stata presentata. Secondo le autorità, il raduno non era autorizzato. Quella sera avvenne una trattativa “in loco” che si concluse con il divieto della Questura a sfilare per le strade del centro storico. Ed è stato poco dopo questo “no” che sono partire le prime bombe carta in direzione dei 250 agenti di polizia schierata in assetto antisommossa. Agenti che subito dopo si sono lanciati in una carica che ha spinto i manifestanti - alcuni dei quali manganellati in via Emilia - a ripiegare in direzione di corso Canalgrande. E sempre in corso Canalgrande sono state tracciate scritte sulle facciate dei palazzi e del Teatro Comunale piene di insulti contro le autorità. Anche queste scritte saranno oggetto di accertamenti della Digos. (c.g.)