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Vasco modenese onorario::"Grazie Modena, per Modena Park"

La cronaca e le immagini di una giornata speciale per Modena e per il rocker di Zocca Vasco Rossi è diventato modenese onorario

Vasco Rossi: "Grazie Modena, sono grande mi avete dato le chiavi di casa"

Con il rewind al 1° luglio 2017. Quel parco, quel palco, quella giornata. E ancora i giorni di attesa, la notte successiva, la città che si è trasformata due volte per accogliere e salutare il concerto epocale della storia del rock. Scorrevano le immagini nei locali dell’ex Aem, centrale di energia alle porte della città che da ier ...

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Vasco Rossi: "Grazie Modena, sono grande mi avete dato le chiavi di casa"

Con il rewind al 1° luglio 2017. Quel parco, quel palco, quella giornata. E ancora i giorni di attesa, la notte successiva, la città che si è trasformata due volte per accogliere e salutare il concerto epocale della storia del rock. Scorrevano le immagini nei locali dell’ex Aem, centrale di energia alle porte della città che da ieri è ripartita. Ieri un altro sogno, più intimo ma sempre rock.

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Un altro sogno? Sono pochi quelli che si avverano, ma a Modena è successo ancora. Ha un modenese doc in più, ha un Vasco che ha sposato la città. Non era facile. Il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, che ha giocato il ruolo del padre che abbraccia il figlio, era in realtà felice come un bambino nel riaverlo al suo fianco, questa volta nel suo campo d’azione. E il figlio ha risposto: «Adesso che sono grande mi avete dato le chiavi di casa, posso entrare e uscire quando voglio», con voce grattata e sospirata, timbro inconfondibile del rocker di Zocca che chiude con una fragorosa risata.

Vasco modenese onorario: la consegna della chiavi

È sua la battuta più riuscita della giornata che sintetizza la genuinità di un personaggio che, piaccia o no, Modena lui l’ha scelta, l’ha fatta sua come «successo del made in Italy».
Ieri il palco era quello del consiglio comunale straordinario per conferirgli la cittadinanza onoraria e le chiavi della città. Non aveva la giacca gialla, ma era emozionato Vasco. L’immancabile occhiale a specchio non ha lasciato trasparire emozioni, ma il cuore - lo ha detto anche lui nel suo fuori programma per raggiungere i fan confinati nella piazza dell’ex Amcm - che batte più forte lo ha sentito anche lui.

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Davanti agli amici - i colleghi della notte Luca Zanarini e Antoine, Andrea Giacobazzi in arte Alfredo, quello che aveva la colpa - ha ripercorso il suo passato, la vita che va e non va:

«Avevo 11 anni, sono sceso a Modena con la piena, a 13 ho vinto il concorso dell’Usignolo d’oro. Modena è la prima città che mi ha fatto montare la testa. Ma è anche quella che mi ha giudicato negli anni della scuola: io che venivo dalla montagna, il modo di vestire, non è come oggi che a Zocca e Milano siamo tutti vestiti uguali. Poi la mia camminata: una doccia fredda, triste, a scuola e in collegio sentivo ostilità».
Ma poi, come nelle favole: «Filiberto Degani è stato il primo a credere in me come performer, venne a Zocca e io scesi allo Snoopy, re della notte nel locale più bello di tutti».

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Se è vero come canta che le canzoni vengono fuori da sole, nascono già con le parole, ieri Vasco lo ha ammesso pubblicamente: «Non sono abituato a parlare senza la musica in sottofondo». I fortunati del fan club riusciti ad avere un invito lo salutano, alzano le braccia al cielo. E si divertono quando Vasco va fuori copione: «Abbiamo fatto stare insieme gioiosamente centinaia di migliaia di persone, che per una sera hanno abbandonato i loro problemi, le loro paure. Non voglio dire che sono creati dai politici...». Ma lo ha detto, a modo suo, quel modo che tutti capiscono.

Modena, Vasco modenese l'assalto dei fans

Lo ha detto davanti ai consiglieri comunali schierati, che nel clou della festa non si sono tirati indietro e hanno estratto dalle tasche cimeli da farsi autografare, uno per uno, con Vasco costretto ad un giro istituzionale iniziato a suon di selfie con il segretario comunale Maria Di Matteo e proseguito senza freni inibitori, dimenticando l’aplomb istituzionale, tra maggioranza e opposizione. Non ultima anche la stretta di mano a Maria Luigia Santoro, capogruppo giovanardiana di Idea Popolo e Libertà, l’unica a votare contro l’onorificenza, sostenendo di un Vasco «dal messaggio discusso e divisivo».
C’è il giusto o sbagliato da sopportare, e Vasco lo ha fatto anche ieri. Non ha bacchettato Carlo Giovanardi direttamente come a Modena Park, ma ha comunque parlato chiaramente rivolto a chi lo ha osteggiato nei mesi di preparazione di Modena Park: «Addetti ai livori, malelingue e invidiosi, rimasti a bocca asciutta i profeti di sventura», come se fosse un verso di una sua canzone ben riuscita.
E poi il grazie, che ha ripetuto più di dieci volte in nove minuti: «Grazie al popolo del rock, alla squadra della “tempesta perfetta”, a Modena con la sua proverbiale disponibilità, al sindaco che da subito ci ha creduto, ai volontari, alle forze dell’ordine. E sempre al cielo e alla chitarra». Così, insomma, quasi a voler dire tu prega il tuo dio che io prego il mio, con Modena che ancora una volta ha vissuto un giorno da protagonista firmato Vasco.

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