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Carpi. Silenzio, sentite che coro La magia di Mani bianche

Il progetto della scuola Figlie della Provvidenza è tra i primi in Italia I bambini captano la musica con le vibrazioni e la traducono in segni

CARPI. Fare parlare i sordi attraverso il linguaggio e le vibrazioni universali della musica, favorendo un progetto di integrazione tra i primi in Italia. Ogni giorno alla scuola primaria “Figlie della Provvidenza”di Carpi intitolata a don Severino Fabriani si cerca di compiere quello che appare quasi come un miracolo. E lo si fa con un staff di insegnanti, coordinate da suor Rosaria Guidetti, che fanno scoprire potenzialità fino a poco prima inesplorate ai bambini che non hanno il dono dell ...

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CARPI. Fare parlare i sordi attraverso il linguaggio e le vibrazioni universali della musica, favorendo un progetto di integrazione tra i primi in Italia. Ogni giorno alla scuola primaria “Figlie della Provvidenza”di Carpi intitolata a don Severino Fabriani si cerca di compiere quello che appare quasi come un miracolo. E lo si fa con un staff di insegnanti, coordinate da suor Rosaria Guidetti, che fanno scoprire potenzialità fino a poco prima inesplorate ai bambini che non hanno il dono della parola insegnando loro suoni, vocali, consonanti e anche a… cantare.

Il miracolo è possibile, come testimonia Sara Fornaciari, maestra diplomata in canto lirico, musicoterapeuta e direttrice di coro, e si chiama “Mani bianche” (nella foto).

«Il progetto prende spunto dai cori Manos Blancas venezuelani e coinvolge 20 bambini non udenti della scuola primaria, dalla prima alla quinta - racconta Sara - che, durante l’ora di musica, esplorano la durata dei suoni, la ritmica degli strumenti, l’intensità delle voci e delle melodie attraverso le vibrazioni e si accostano al testo di alcuni brani musicali. Un’operazione quest’ultima non certo semplice perché richiede la comprensione del significato delle parole nelle sue molteplici sfaccettature. I testi, poi, durante le esibizioni del coro, saranno poi interpretati con la Lis, la Lingua italiana dei segni, trasformata nel canto delle mani».

Durante gli spettacoli i bambini indossano guanti bianchi, che rendono i segni ancor più evidenti. «Abbiamo uno strumento importante che consente loro di “toccare” il suono: la pedana sensoriale - continua l’insegnante - I bimbi salgono sulla pedana e percepiscono la musica attraverso la vibrazione e la armonizzano con i segni». Il coro delle “Mani Bianche” si esibisce insieme al coro “Voci Bianche”, composto da 49 bimbi udenti dello stesso istituto che una volta a settimana scelgono di rinunciare a mezz’ora di gioco per cantare insieme. Lo scorso anno, insieme all’orchestra Alberto Pio, questi cori hanno incantato anche Papa Francesco. «Sicuramente questa scuola con i suoi progetti, come “Mani bianche”, finanziato dal Comune ogni anno, è un’esperienza bellissima ed è tra le prime che hanno applicato il concetto di integrazione - argomenta l’assessore all’Istruzione, Stefania Gasparini - L’approccio è inclusivo e va dato merito a chi lo sta portando avanti, deve essere da esempio. Alla scuola “Figlie della Provvidenza” vanno i nostri complimenti: qui arrivano bambini da tutta Italia ed è senz’altro un’eccellenza che va sostenuta».