Modena, la "palestra" per i medici: «È come guidare un’auto da F1»

Il preside Pellacani: «La pratica è fondamentale per diventare dei bravi dottori»

La metafora più chiara del nuovo centro di simulazione medica ieri l’ha data Giovanni Pellacani, presidente della facoltà di Medicina e chirurgia di Unimore: «Come non si impara a guidare un’auto studiando il libro, così se non si fa pratica in ambito medico non si va avanti. Il centro invece formerà piloti di Formula 1 simulando la realtà quotidiana che si vive negli ospedali. Con questa novità, dunque, contiamo di migliorare ulteriormente la qualità della nostra didattica». «Nel centro Fasim – spiega la prof Fausta Lui, presidente del corso di laurea medicina e chirurgia - è possibile adottare metodologie formative attive e centrate sullo studente. Grazie a simulatori, manichini e trainer potranno essere acquisite numerose competenze necessarie per le professioni della salute. Mi riferisco a molte abilità pratiche e grazie alla simulazione avanzata che permette di ricreare scenari clinici realistici, anche a competenze ulteriori quali ad esempio affrontare le emergenze e lavorare in gruppi interdisciplinari e interprofessionali. Queste modalità didattiche contribuiscono quindi a salvaguardare i pazienti, garantendo loro cure affidabili e sicure riducendo il rischio clinico».

«La realizzazione del nuovo centro - commenta il rettore Angelo O. Andrisano – conferma la costante attenzione di Unimore verso la preparazione dei suoi studenti, nonché lo sforzo di offrire proposte didattiche avanzate e moderne che allineino la formazione dei futuri medici ai migliori standard internazionali. Da anni i medici e docenti del Policlinico universitario chiedevano queste strumentazioni didattiche che pochi atenei in Italia hanno».


Presente anche il presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Carpi Giuseppe Schena: «Il progetto la Fondazione lo portava avanti da molto, abbiamo avuto un piccolo rallentamento, ma poi siamo giunti felicemente al coronamento di questa importante erogazione. Le fondazioni di origine bancaria, se vogliono durare nel tempo, sempre più debbono sganciarsi dalla contingenza e occuparsi degli investimenti sul futuro».

«Queste sale - termina la dottoressa Daniela Scacchetti attiva nel centro - servono per esercitare gli studenti in attività prima dei tirocini, come dare i punti di sutura, di inserire sondini naso gastrici, di fare massaggi cardiaci, di assistere al parto e tutte le altre tipologie utili agli studenti per imparare».